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Louis Comfort Tiffany. Biografia: il Favrile-Glass ed il successo internazionale

Maestro delle arti decorative durante l'epoca d'oro americana, artista poliedrico e visionario, fra i più originali ed influenti designer del periodo, abile nel combinare il valore artistico con l'utilità funzionale, anche nella produzione industriale; i suoi oggetti sono, oggi, collezionati ed apprezzati in tutto il mondo, ed insieme compongono il nome più illustre dell'arte (e del lusso) americani.

Louis Comfort Tiffany - Au nouveau Cirque, 1894-1895Nel 1892 Louis Comfort Tiffany (1848-1933) creò la “Tiffany Glass and Decorating Company”, proseguimento delle ricerche sui materiali e delle imprese commerciali iniziate nel decennio precedente; ci vollero, secondo, quanto dichiarò ben “trent’anni” per apprendere la realizzazione del vetro: una ricerca continua di soluzioni innovative per rispondere alle proprie esigenze di design. Le fornaci furono stabilite a Corona, Long Island;
Due anni dopo l’apertura, Tiffany presentò il brevetto per un nuovo procedimento ed un nuovo materiale; il vetro fu chiamato “Favrile” - termine mutuato da una vecchia parola inglese, “Fabrile”, che significava “battuto a mano” (vale a dire “artigianale”) e che Louis C. modificò in “Favrile”, in quanto suonava più elegantemente. Vasi e coppe, realizzate secondo il nuovo metodo, erano spesso decorati anche con filigrane e patine colorate.
Il nuovo vetro doveva la caratteristica iridescenza mischiando colori di vetro diversi, quando quello era ancora caldo; l’effetto, secondo le parole dello stesso Louis C., fu come “le ali di alcune farfalle americane, il collo di piccioni e pavoni, le ali di diversi coleotteri” e si distinse per il suo effetto cromatico e la delicatezza (come quella, appunto, delle ali di certi insetti).
Con la sua formula, Tiffany fu il primo designer americano ad essere acclamato all’estero; assieme all’architettura di Louis Sullivan le sue opere sono, oggi, considerate fra le prime e più mature espressioni dell’Art Nouveau d’Oltreoceano.

Siegfried Bing PosterFondamentale per il successo presso il grande pubblico europeo, fu l’incontro con il mercante d’arte Siegfrind Bing, che aveva la propria galleria a Parigi - l’”Art Nouveau” (ne riproduciamo, qui, l’entrata, decorata da una cornice di girasoli scolpiti attorno al varco). I due si conobbero durante un viaggio in Europa di Tiffany, avvenuto nel 1894, a cui il “padre” (se così vogliamo definirlo, almeno per il nome) dell’Art Nouveau ricambiò con una visita, l’anno seguente, a New York. La grande impressione che ottennero su di lui i vetri dell’artista americano lo convinsero a commissionare subito a H. de Toulouse-Lautrec e al gruppo degli artisti del Nabis (movimento d’avanguardia che comprendeva Pierre Bonnard, Eduard Villard, Maurice Denis) i disegni per le vetrate da realizzare col metodo Tiffany; va precisato, infatti, che molte opere che comunemente si attribuiscono a Tiffany sono da far risalire, per il design, ad altri artisti, sebbene portino il marchio di quello.
Di seguito, è riportato l’esempio di un cartone originale di Toulouse-Lautrec, “Au Nouveau Cirque, Papa Chrisanthème” (1892, “Museum of Art” di Philadelphia), e il corrispettivo di Tiffany (oggi al “Musée d’Orsay”); da notare, in quest’ultimo, la fedele replica del tipico stile giapponesizzante di Lautrec e le sottili variegature sul duro vetro Tiffany per rendere l’effetto della morbida stoffa.

Il successo europeo fu coronato, infine, nel 1900 con la partecipazione all’Esposizione Universale di Parigi, dominata dallo stile dell’Art Nouveau, con oggetti di vasellame, lampade (la cui produzione era iniziata nel 1897), mosaici e finestre colorate; alla stessa parteciparono anche altri nomi strorici dello stile Art Nouveau - quali E. Gallé, i fratelli Daum, G. Fouquet, R. Lalique, A.Mucha. Tiffany ottenne numerosi riconoscimenti come ai tempi della Cappella Bizzantina; fra le opere esposte colpirono il pubblico vecchio-continentale, particolarmente, le finestre “Quattro Stagioni” (qui riproposte), che furono, poco dopo, esibite da Bing anche al “Grafton Museum” di Londra. Il rapporto d’affari con il mercante proseguì fino alla sua morte, avvenuta nel 1905.

La galleria di Siegfried BingSiegfried Bing PosterLouis Comfort Tiffany - Four Seasons AutumnLouis Comfort Tiffany - Four Seasons - WinterLouis Comfort Tiffany - Four Seasons - SpringLouis Comfort Tiffany - Four Seasons - SummerLouis Comfort Tiffany - Au nouveau Cirque, 1894-1895H_De Toulouse Lautrec - Au Nuveau Cirque_1892_Museum of Art_Philadelphia

Sempre nel 1900, inoltre, Louis C. cominciò a disegnare gioielli per l’oreficeria paterna, una linea di moderata ampiezza, ma dallo stile personale, decorata minutamente e dai caratteristici motivi fitomorfici in linea con il gusto Art Nouveau. Dal 1902, a seguito della morte del padre, Louis C. divenne anche il presidente e direttore artistico della sua impresa, che vantava, allora, già un migliaio di dipendenti ed era presente, con i propri punti vendita, in tutto il mondo; la propria personale impresa, invece, continuò nello stesso anno attraverso la fondazione, nel 1902, dei “Tiffany Studios” che sostituivano le “Allied Arts”, parte della “Tiffany Glass & Decorating Company”, dedicate alla produzione delle lastre di vetro (e che saranno attive fino al 1932, anno precedente alla sua morte, quando furono dichiarati in bancarotta), e con quella delle “Tiffany Furnaces”, per la produzione del vasellame (attive fino al 1924).

Nei loro 50 anni complessivi di attività, i laboratori di Tiffany produssero migliaia di esemplari di vetrate colorate per edifici in tutto il Nord America (case, biblioteche, università, grandi magazzini, teatri, e chiese), ma finestre Tiffany furono installate anche in Gran Bretagna, Francia, Cuba, e l’Australia. È difficile, invece, calcolare quante lampade vennero vendute al grande pubblico. Diffondendo le sue opere e la sua estetica con tale capillarità, Tiffany centrò, sicuramente, l’ideale di William Morris di rendere l’arte un fatto non esclusivo, ma più democratico e penetrante nella vita quotidiana. Della massima importanza, per Tiffany, era che ogni creazione fosse in grado di trasmettere il proprio stile personale e la sua idea di bellezza, facendo così partecipe il pubblico dello stesso entusiasmo che egli provava per le forme ed i colori.
Quando Tifany morì, nel 1933, il suo stile era stato oscurato da nuove mode, e dovette talvolta assistere alla rimozione delle opere da parte dei suoi vecchi committenti. Una riscoperta e rivalutazione cominciarono solo a partire dagli anni Cinquanta. I suoi pezzi originali più rari, oggi, arrivano a costare cifre riservate ai dipinti dei nomi più famosi dell’arte ed, ovunque, ne fioriscono imitazioni (più o meno degne…). Fra queste, val la pena menzionare, per l’alta qualità delle raggiunta nei pezzi, la “Quezal Art & Decorating Co.” (1901-1922), nata da due vetrai dei laboratori di Corona e che ripropose la formula dei vasi in Favrile-Glass. (torna all’articolo precedente) (vai al successivo)