Questo sito contribuisce alla audience di

Bonnie Maclean: fra Rock Psichedelico e Art Nouveau

L'artista che ha accompagnato con i propri manifesti la nascita della scena rock-psichedelica degli anni Sessanta... con una particolare attenzione verso l'Art Nouveau.

The DoorsBonnie MacLean nacque a Philadelphia, in Pennsylvania, nel 1939. Nel 1961, la giovane artista si trasferì a San Francisco (California), dove iniziò la sua attività di grafico per poster di gruppi rock per il Fillmore Auditorium, studiando nel frattempo al “San Francisco Art Institute” e al “California College of Arts and Crafts”.
Il suo primo marito, Bill Graham (imprenditore e organizzatore di eventi musicali), fu una delle figure chiave per la nascita della scena rock e psichedelica negli Stati Uniti durante la metà degli anni Sessanta; la coppia ebbe anche un figlio, David, ma divorziò nel 1975.
Maclean (di cui vale la pena citare anche l’attività di pittrice di nudi e paesaggi, che ancora oggi svolge), legò il proprio nome alla succitata scena musicale assieme ad altri artisti, quali Wes Wilson e Victor Moscoso, creando quel genere di immagini grafiche che, oggi, va comunemente sotto il nome di “manifesto psichedelico”.

Al suo arrivo nella città di San Francisco, vale a dire durante la metà degli Ani Sessanta, la scena musicale stava conoscendo un rinnovamento decisivo grazie ai concerti organizzati dal marito (Hapshash and the Coloured Coat, Jefferson Airplane, The Doors, Pink Floyd…), cui si accompagnò un’ondata di poster e cover di dischi dedicati ai gruppi emergenti. Le immagini di Maclean e colleghi esibivano una nuova estetica alludente all’estasi dei viaggi del LSD - attraverso, per esempio, i colori fortemente accesi ed il carattere reiterato, ipnotico, dei motivi decorativi; uno stile grafico, però, spesso anche molto vicino all’Art Nouveau per i temi trattati (come il pavone, la donna, l’androgino, la capigliatura voluttuosa…) e per la dinamica della linea, fatta di movimenti curvi, ampi e fluidi, per l’uso degli arabeschi, per l’integrazione del testo al corpo figurativo in un unico organismo pulsante di intensa vitalità.
Acidi, Art Nouveau, ma non solo: alla nascita di queste immagini contribuì l’esperienza sensoriale delle nuove sale da ballo, dove le luci, fluttuanti e colorate, si mischiavano alle vibrazioni del suono che pulsavano in maniera ammaliante lungo il corpo dei frequentatori.

Un approccio mentale eversivo all’arte figurativa, alla musica e alla visione del mondo in una sintesi mirabile, dove non mancarono riferimenti alle radici della storia dell’arte contemporanea: a volte tramite l’emulazione del tocco, che dilatava il segno in ampie volute e rendeva, così, visivamente il propagarsi delle onde sonore, a volte anche tramite il recupero dell’apparato iconografico stesso - cosiddetto “Liberty” - riadattato e portato a nuove capacità espressive e simboliche.

Oggi, ricordiamo, i manifesti di Maclean sono presenti alla mostra dedita al revival dell’Art Nouveau, che si tiene presso il Museo D’Orsay di Parigi.

The DoorsPink FloydEric BardonGreatfull Death Jim Kheskin