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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Adolfo Kaminsky</title>
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	<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 21:16:33 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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    <category>recensioni</category><category>adolfo kaminsky</category><category>angelo colla editore</category><category>giorno della memoria</category><category>sara kaminsky</category><category>seconda guerra mondiale</category><category>vita da falsario</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/kaminsky.jpg" class="left" border="0" width="122" height="180" alt="" />Ricordare. E raccontare, per non dimenticare.<br />
Prima che sia troppo tardi, prima che tutti coloro che possono ancora testimoniare si spengano, portando con sé la loro storia, i loro segreti e gli enigmi della loro vita.<br />
E&#8217; questo il senso del <strong>Giorno della Memoria</strong> e, in particolare, del libro che una figlia ha dedicato al padre perché quello che conosceva solo come “papà”, era, secondo i punti di vista, falsario, partigiano, eroe, traditore, agente segreto, fuorilegge, Mudjaid&#8230;<br />
La figlia, alla quale il tempo e la morte hanno indicato le ragioni per scrivere un libro sul padre, è <strong>Sarah Kaminsky</strong>: </p>
<p><em>“Mi ci sono voluti due anni di ricerche e una ventina di interviste per riuscire a fare la conoscenza di Adolfo Kaminsky; a me che conoscevo solo </em><em>papà. Decodificare i silenzi, individuare nella musica monocorde dei suoi racconti, ciò che le parole non esprimevano, comprendere le parabole e trovare i messaggi sepolti sotto la serie di aneddoti che hanno riempito i miei quaderni. A volte ho dovuto servirmi dello sguardo degli altri su di lui per comprendere le sue scelte, la sua vita da falsario, la clandestinità, il suo impegno politico, il suo non comprendere la società, la sua volontà di costruire un mondo di giustizia e di libertà”.</em></p>
<p>Il prologo di <em><strong><a href="http://www.angelocollaeditore.it/libri-colla-editore-dett.php?id_lib=107">Adolfo Kaminsky. Una vita da falsario </a></strong></em>(<a href="http://www.angelocollaeditore.it/"><strong>Angelo Colla Editore</strong></a>) si apre con uno scambio di battute – fra l&#8217;autrice ed il protagonista. Uno scambio che si ripeterà ancora nel testo, attraverso semplici domande, che rendono più intimo il racconto di una vita vissuta fuori dalla legalità - dagli anni del coinvolgimento nella Resistenza alla fine del 1971, anno in cui Adolfo Kaminsky ha cessato ogni attività politica clandestina.<br />
<strong>Come si diventa falsari?</strong><br />
<strong>Per caso, ma non del tutto</strong>. Senza rendersene conto, infatti, Adolfo ha accumulato una serie di conoscenze che poi gli sarebbero tornate utili, facendo sì che il sogno di entrare nella Resistenza si potesse realizzare. Sono i primi rudimenti dell&#8217;arte tipografica, che a tredici anni è già la sua passione, e poi il lavoro come apprendista tintore a nutrire il suo grande interesse per la chimica. Da qui ai primi tentativi con gli inchiostri indelebili – che è sempre riuscito a cancellare – il passo è breve.: </p>
<p><em>“Mi resi subito conto che si poteva fare qualsiasi cosa, a patto di essere ostinato e di trovare le formule giuste&#8230;”. </em></p>
<p> <strong>Figlio di ebrei russi che si erano conosciuti a Parigi ed emigrati poi in Argentina</strong>, dove avevano ottenuto la cittadinanza, Adolfo vive da tempo in Normandia con la famiglia quando, nell&#8217;estate del &#8216;43, viene deportato a Drancy, luogo di selezione prima dello smistamento nei diversi campi d&#8217;Europa. Una volta liberato, proprio grazie alla cittadinanza argentina, si ritrova in una Parigi dove le leggi antiebraiche infieriscono molto più che altrove. E&#8217; nella capitale che, a soli diciassette anni, riproduce la sua prima carta d&#8217;identità, oltrepassando un confine che avrebbe rappresentato l&#8217;inizio di una lunga vita da falsario: notti in bianco a riprodurre migliaia di documenti e a superare sempre nuove sfide; sottonutrizione, clandestinità e paura di essere spiati, scoperti, catturati&#8230;<br />
Nonostante il rammarico di non aver potuto fare di più, Adolfo ha la certezza di aver contribuito a salvare moltissime vite umane in modo gratuito, senza alcun interesse personale, e, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, riprende le attività illegali. Questa volta<strong> l&#8217;obiettivo è permettere al maggior numero di rifugiati, per i quali nessuno aveva una soluzione, di ricostruire la propria esistenza in una terra al riparo dalle persecuzioni: emigrare in Palestina</strong> – all&#8217;epoca ancora sotto il mandato britannico – padroni, per una volta, del loro destino.<br />
Poi l&#8217;inserimento in un &#8216;organizzazione di sostegno agli algerini che si battevano per l&#8217;indipendenza dell&#8217;Algeria e nuove prove da superare nella falsificazione di documenti sempre più sofisticati. </p>
<p>Persino il ritorno ad una vita “normale” porta con sé qualche difficoltà e conseguenze indelebili:<br />
<em><br />
“Quando si è imparato a vivere con lo stomaco stretto dalla paura, quando si è rischiato la vita e la libertà, quando si sono vissute avventure pericolose, quasi romanzesche, fino ad averne le vertigini, sempre col cuore in gola, essendosi donati a una causa che si riteneva pura, il reinserimento è una prova dolorosa”. </em></p>
<p>La quotidianità sembra banale, insipida e futile. Sarà anche per questo che, <strong>nel 1967, Kaminsky si vede fornire documenti falsi ai combattenti e ai ribelli di quindici paesi diversi</strong>, niente in confronto a quello che sarebbe successo negli anni successivi, fino al 1971. Un ritmo, un caos e un isolamento tali che persino la vita privata risente dell&#8217;attività intrapresa:</p>
<p> <em>“Feci una constatazione. Ero vecchio, attivo dalla Seconda guerra mondiale, ed ero solo. C&#8217;erano molti combattenti per la libertà, ma nel mio campo non c&#8217;era nessuno, o quasi. Ogni volta che occorreva, per ogni vita in pericolo, io fabbricavo documenti falsi, ma sempre mi tormentava la stessa domanda: se io avessi smesso, se mi fosse successo qualcosa, chi avrebbe preso il mio posto?”.</em></p>
<p>Infine, con la decisione di ritirarsi, di regalarsi un nuovo inizio, una vita alla luce del giorno, lontano dall&#8217;ombra e dalle fatiche delle lotte clandestine, la possibilità di costruire una famiglia.</p>
<p>Certo, la sua vita di falsario è stata una lunga e ininterrotta resistenza alle disuguaglianze, alla segregazione, al razzismo, alle ingiustizie, al fascismo e alle dittature. Molti non hanno compreso le ragioni del suo impegno dopo la Liberazione, visto che, personalmente, non correva più pericoli, ma le sue motivazioni sono chiare: </p>
<p><em>“Eppure la mia intima partecipazione a tutte quelle lotte non è stata altro che la logica prosecuzione della mai azione durante la Resistenza. Nel 1944, io avevo capito che la libertà poteva essere ottenuta anche con la determinazione e il coraggio di un pugno di uomini. Quanto all&#8217;illegalità, purché non violasse l&#8217;onore o i valori dell&#8217;uomo, era uno strumento serio ed efficace di cui servirsi.<br />
A modo mio, e con le uniche armi di cui disponevo – conoscenze tecniche, ingegnosità e incrollabili utopie – per quasi trent&#8217;anni ho combattuto una realtà troppo dolorosa perché si potesse subirla o star lì a guardarla senza fare nulla, nella convinzione di avere il potere di modificare il corso delle cose, che un mondo migliore restava ancora da inventare, e che potevo dare il mio contributo. Un mondo in cui più nessuno avesse bisogno di un falsario. Lo sogno ancora”.</em></p>
 
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	<description>Ricordare. E raccontare, per non dimenticare.
Prima che sia troppo tardi, prima che tutti coloro che possono ancora testimoniare si spengano, portando con sé la loro storia, i loro segreti e gli enigmi[...]</description>
	
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	<title>Ho paura dei miei sogni</title>
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	<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 10:41:07 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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    <category>recensioni</category><category>campo di concentramento di ravensbrück</category><category>giorno della memoria</category><category>lager</category><category>operazioni alle gambe</category><category>wanda póltawska</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/9788821569159.jpg" class="left" border="0" width="117" height="180" alt="" /> <strong>Wanda Póltawska</strong> è nata a Lublino nel 1921. Durante l&#8217;occupazione tedesca venne arrestata e richiusa dalla Gestapo<strong> nel campo di concentramento di Ravensbrück</strong>, dove subì crudeli esperimenti medici da parte dei nazisti. Sopravvisuta al lager, potè far ritorno in Polonia, dove divenne medico di successo e amica di Karol Wojtyla, dagli anni della giovinezza e per tutta la durata del pontificato. </p>
<p>Il volume <a href="http://www.paolinitalia.it/libri/catalogo.asp?p=9&#038;isbn13=9788821569159"><em><strong>Ho paura dei miei sogni</strong></em></a>, un libro di memorie, è stato scritto nel 1945, subito dopo il ritorno dal lager di  Ravensbrück e, come precisato dalla stessa autrice nella prefazione, “non era destinato alla stampa” perchè nato da motivazioni diverse.<br />
Una volta a casa, infatti, notte dopo notte, i sogni cominciano a tormentare la donna con il loro realismo, tanto da non riuscire più a distinguere il sogno o la prosecuzione del Lager. E, nonostante il tentativo di rimandare il sonno più tardi possibile, i sogni si ripresentano sempre, puntuali e terribili. Stremata dalla stanchezza e dalla tensione, la  Póltawska trova una soluzione nel consiglio di un&#8217;anziana insegnante: vista l&#8217;incapacità di confidarsi con qualcuno, perché non provare a mettere tutto per iscritto?<br />
Nel corso di alcune serene notti di luglio del 1945, il libro viene terminato e per la prima volta il sonno arriva senza sogni.<br />
A vent&#8217;anni di distanza, e la possibilità di riconsiderare tutto ciò che è accaduto con calma, lo scritto viene dato alle stampe, non prima di aver però cancellato alcune parti, ancora individuabili nel testo come “buchi chiaramente evidenti”.<br />
Persino l&#8217;autrice crede di non riuscire a trovare le parole adeguate per descrivere ciò che ha vissuto in prima persona, e che rimane difficilmente comprensibile da chi invece non ha conosciuto il campo di concentramento o lo ha conosciuto in modo diverso.<br />
Grazie ad una scrittura lucida, semplice e diretta, che non si abbandona mai a un facile vittimismo, la Póltawska ci accompagna nel suo viaggio della memoria fra gli orrori commessi su persone ignare e indifese.<br />
Le dolorose, quanto inutili, operazioni alle gambe sono testimoniate non solo dal tragico racconto dell&#8217;autrice, ma anche da fotografie di arti con profonde e lunghe cicatrici o irrimediabilmente deformati, che, anche a distanza di anni, tornano ancora a far male. Proprio come il ricordo.</p>
 
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	<title>I corpi incerti</title>
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	<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 10:29:08 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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    <category>libri_e_attualit_</category><category>anoressia</category><category>bulimia</category><category>como</category><category>disturbi alimentari</category><category>hot topic</category><category>laura romano</category><category>lividi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/corpi_incerti.jpg" class="left" border="0" width="87" height="180" alt="" /><strong>Mercoledì 2 febbraio, alle 20.45, presso la Biblioteca comunale di Como </strong>prenderà il via il progetto <strong><em>I CORPI INCERTI</em></strong>.<br />
Prevenire e contrastare anoressia e bulimia: riflessioni e testimonianze.</p>
<p>Tre incontri , mercoledì 2, 16 e 23 febbraio, <strong>relatori eterogenei</strong>, capaci e appassionati (medici, pedagogisti, operatori, psichiatri, artisti, un bioeticista e S.E. il Vescovo, Mons. Coletti),<strong> linguaggi diversi </strong>(letteratura, teatro, testimonianze, dialoghi, fotografia, scultura, disegni) per raccontare esperienze di chi opera nei servizi di prevenzione, di chi ha vissuto questa sofferenza, ma anche <strong>per interrogarsi sullidentità corporea e la costruzione di sé</strong>: tema cruciale soprattutto in preadolescenza e adolescenza. </p>
<p>Da un lato una provocazione culturale, urgente e cruciale.<br />
Dall&#8217;altro lato la presa di coscienza che da anoressia e bulimia si può guarire. Scegliendo di vivere: lo spettacolo <strong>Sentieri di marzapane. Camminando tra storie di donne </strong>(adattamento teatrale dei due libri<em><strong> <a href="http://www.paolinitalia.it/libri/catalogo.asp?p=9&#038;isbn13=9788821568770">Lividi. Storie di donne ferite </a></strong></em>di Laura Romano - edito da Edizioni San Paolo - e <em><strong><a href="http://www.editricenuoviautori.it/PAPISVALENTINA.htm">Verso dove nasce il sole </a></strong></em>di Valentina Papis - Sala Bianca del Teatro Sociale 16 febbraio ore 20.45) lo dimostrerà.</p>
<p>Così come la contemporanea mostra <em><strong><a href="http://www.stefanoschirato.com/galleries/reportages/anorexia-butterflies/">Butterflies</a></strong></em> di <a href="http://www.stefanoschirato.com/">Stefano Schirato</a><br />
Info: Assessorato alla Famiglia del Comune di Como<br />
tel. 031/252229<br />
assessoratofamiglia@comune.como.it</p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/9788821568770.jpg" class="left" border="0" width="115" height="180" alt="" /><br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/50276_111825452193017_3238520_n.jpg" class="left" border="0" width="131" height="180" alt="" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110125102908"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110125102908?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110125102908" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110125102908&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flibri_autori%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fi-corpi-incerti"/></p>
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	<description>Mercoledì 2 febbraio, alle 20.45, presso la Biblioteca comunale di Como prenderà il via il progetto I CORPI INCERTI.
Prevenire e contrastare anoressia e bulimia: riflessioni e testimonianze.
Tre[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>A voce bassa</title>
	<link>http://guide.supereva.it/libri_autori/interventi/2010/11/a-voce-bassa</link>
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	<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 21:14:02 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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    <category>recensioni</category><category>angelo colla editore</category><category>autobiografia</category><category>cantante francese</category><category>charles aznavour</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/a_voce_bassa.jpg" class="left" border="0" width="122" height="180" alt="" /><em> “Alcuni hanno memoria, altri ricordi. I ricordi dovrebbero sgorgare da una sorgente profumata, scaturita dalle fenditure della memoria, giungere al braccio per scorrere fino alle dita e, per tramite della penna, depositarsi saggiamente sulla pagina bianca. Ma, ahimè, essi non si presentano in ordine cronologico: ci assalgono in disordine, dal presente a ritroso fino alla nascita, e dalla nascita fino al tempo presente. Dio mio, avvenimenti dimenticati ci tornano alla memoria dopo aver percorso i labirinti del ricordo&#8230;”</em></p>
<p>E&#8217; per questo che <strong><a href="http://www.charlesaznavour-lesite.fr/">Charles Aznavour</a></strong>, il cantante francese più conosciuto e amato in Italia, raggiunto l&#8217;importante traguardo degli 85 anni, ripercorre a ritroso la sua esperienza esistenziale, intellettuale e artistica, nell&#8217;autobiografia dal titolo <em><strong><a href="http://www.angelocollaeditore.it/libri-colla-editore-dett.php?id_lib=104">A voce bassa </a></strong></em>(<a href="http://www.angelocollaeditore.it/">Angelo Colla Editore</a>).<br />
Un&#8217;esperienza che diventa quasi un “modello etico” per tutti coloro, soprattutto i giovani, che operano nel mondo della canzone e dello spettacolo o che intendono farne parte.</p>
<p>Ma non si tratta semplicemente di un libro volto al passato: con le sue pagine dedicate alla passione per un mestiere che può dare grandi soddisfazioni, ma che richiede anche molti sacrifici, al suo rapporto con la lettura e la scrittura, al suo modo di lavorare e alla sua evoluzione artistica, A voce bassa si presenta non solo come    l&#8217;analisi lucida e acuta della società di ieri e di oggi, ma anche come discorso aperto al futuro, ricco di suggerimenti e di consigli.</p>
<p>Molto eloquenti i titoli dei sei capitoli in cui è diviso il libro:</p>
<p><strong>I Infanzia e giovinezza </strong> – L&#8217;autore ricorda l&#8217;atmosfera allegra della casa, nonostante la vita da immigrati, grazie alla musica; i primi passi nel mondo del teatro e la difficoltà di doversi forgiare una cultura senza frequentare una scuola; il carattere taciturno e la passione per la lettura; le delusioni da “cantante fallito” e i rari successi; il giorno tanto atteso della consacrazione, il rapporto con il pubblico,  i premi e la stampa&#8230;</p>
<p><strong>II Soffro la scrittura</strong> – La necessità e la sofferenza dello scrivere, del trovare le parole giuste sono per Aznavour una priorità e la composizione del testo di una canzone segue un metodo seguito di lavoro lungo  e rigoroso.</p>
<p><strong>III Avventuriero delle parole e della canzone </strong>– Stilografica e macchina fotografica come compagne di viaggio indispensabili, perché legati al piacere della memoria: la canzone, come la foto, rimandano infatti ad un momento passato della nostra esistenza. E se con la scrittura è possibile fotografare i sentimenti, una canzone diventa un&#8217;istantanea tradotta in parole. Poeta occasione e fotografo dilettante – ma senza alcun complesso – l&#8217;autore racconta di scrivere ancora tutto a mano, come se l&#8217;arto fosse il prolungamento del pensiero, l&#8217;inchiostro, il sangue della scrittura.</p>
<p><strong>IV Vi sono cose da cui non si guarisce mai</strong> – Pur essendo nato a Parigi e considerandosi francese, Aznavour (che è anche armeno da parte di padre e turco da parte di madre) soffre nella carne e nel cuore per le lacune nella storia della sua famiglia e, soprattutto, al ricordo del genocidio del suo popolo d&#8217;origine: “Le persone che hanno le mie origini non possono dormire tranquille. I nostri morti non hanno sepoltura”.</p>
<p><strong>V Scrivere, raccontarsi, è utile?</strong> - Prigioniero della religione, delle leggi, del senso del dovere verso gli altri, della morale, Aznavour confessa di essere un uomo perpetuamente in collera, ma anche umile, serio sul lavoro, fiducioso, paziente, convinto che quello che doveva succedere un giorno o l&#8217;altro sarebbe successo. Fedele a se stesso, al suo pubblico e a tutte le persone con cui ha lavorato; né proletario, né intellettuale, ha navigato nelle acque tiepide della normalità, senza darsi delle arie. Perché fare allora il bilancio prematuro di un&#8217;esistenza che non ha niente di straordinario?</p>
<p><strong>VI Specchio, specchio delle mie brame</strong> - “Il successo, la gloria non hanno molta importanza e dal mio mestiere credo di non avere più niente da aspettarmi. L&#8217;amore e l&#8217;amicizia sono le mie ultime risorse. Però è strano! Io che non sono mai stato davvero giovane, oggi ho l&#8217;impressione di non essere davvero vecchio. I miei passi sono più prudenti, distinguo meglio ciò che non percepivo veramente quando la mia vista era migliore, mi faccio mille domande per cui non ho risposta&#8230;”.<br />
Dopo aver vissuto ogni stagione come fosse un inverno, quello che sta vivendo ora è il suo autunno. Vissuto però con la speranza di poter ancora vivere delle primavere.</p>
 
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	<title>“Adolescienza”</title>
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	<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 15:14:53 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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    <category>libri_e_attualit_</category><category>edizioni san paolo</category><category>gustavo pietropolli charmet</category><category>istituto minotauro</category><category>loredana cirillo</category><category>problemi adolescenza</category><category>relazione genitori figli</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/9788821569142.jpg" class="left" border="0" width="119" height="180" alt="" /> Impegnati da anni nell&#8217;esercizio della psicoterapia psicoanalitica di preadolescenti e adolescenti in crisi, gli autori di questo testo sono anche convinti “che sia importante dare un senso ai comportamenti adolescenziali ipotizzando che essi esprimano la fatica, la gioia e la creatività della crescita e che molto raramente siano comprensibili se li si legge come malattia mentale”.<br />
Sulla base dell&#8217;esperienza maturata, dunque, essi ritengono che sia di grande aiuto per l&#8217;adolescente riuscire a capire quali sono i sentimenti vissuti, nella relazione con il corpo, nella definizione della propria identità, nel processo di nascita come soggetto sociale, nei cambiamenti nella relazione con i genitori, l&#8217;infanzia, la famiglia&#8230;<br />
Uno dei punti fondamentali della metodologia di intervento che si è consolidata negli anni, è il coinvolgimento della madre e del padre dell&#8217;adolescente in crisi, per mettere in atto un approfondito lavoro di riflessione e di chiarificazione dei loro vissuti.<br />
Tutto questo, contrariamente alla tendenza, di molti anni fa, a tenerli a distanza, per documentare all&#8217;adolescente che era lui il destinatario e il promotore dell&#8217;intervento.<br />
La motivazione che ha spinto <strong>Gustavo Pietropolli Charmet</strong> e <strong>Loredana Cirillo</strong> a scrivere questo saggio è proprio aiutare i genitori alle prese con crisi adolescenziale del figlio a sviluppare competenze e abilità che permettano loro di riprendere la strada della crescita.<br />
Dati e informazioni che genitori e adolescenti hanno “regalato” nel corso delle loro consultazioni  psicologiche hanno convinto gli autori che nel passaggio dall&#8217;infanzia alla vita adulta gli adolescenti sperimentino sentimenti e passioni che, nella relazione con il corpo, con l&#8217;autorità, con la scuola, la famiglia, il futuro, il gruppo, la coppia e la loro stessa mente, sono quantitativamente diverse da quelle delle generazioni precedenti.<br />
E se queste novità non vengono interpretate correttamente, c&#8217;è il rischio che alcuni comportamenti, abitudini e stili di vita vengano letti dalla cultura degli adulti come affronti, sfide, provocazioni, o che vengano catalogati come “condotte a rischio” o addirittura come “comportamenti antisociali”.<br />
Ad alimentare pregiudizi e menzogne, diffidenza e sospetti verso gli adolescenti, una sottocultura dei mass media che si avventa su tragici fatti di cronaca nera, generalizzandoli e amplificandone il significato. Un fenomeno, questo che ha provocato una contrapposizione genitori-figli, spaventando i primi senza offrire loro alcuna informazione utile su ciò che avviene realmente nel “pianeta giovani”.</p>
<p>Il materiale a disposizione è stato suddiviso in cinque capitoli, in base ad una griglia che dovrebbe aiutare a guardare all&#8217;adolescenza in modo educatamente utile:<br />
<strong>1</strong>. La mente dell&#8217;adolescente pensa nuovi pensieri;<br />
<strong>2</strong>. L&#8217;adolescente incontra e scopre il mondo;<br />
<strong>3</strong>. Un soggetto corporeo e sessuato;<br />
<strong>4</strong>. L&#8217;adolescente ama e si fa amare;<br />
<strong>5</strong>. Un soggetto dotato di valori e di ideali.<br />
Si tratta, com&#8217;è evidente, di aspetti che coinvolgono la trasformazione del corpo e del funzionamento mentale, i nuovi bisogni di autonomia e di amore&#8230; Ogni capitolo si apre con un&#8217;introduzione e si snoda attraverso la descrizione di una serie di possibili eventi che possono verificarsi fra genitori e figli, analizzando i motivi del conflitto, i suoi significati e cercando di dare qualche consiglio sulla gestione della situazione.<br />
Per il titolo di ogni paragrafo si è fatto ricorso al lessico familiare e a modi di dire diffusi nello spazio domestico, pronunciati ora dai genitori, ora dai figli. Si tratta di una sessantina di eventi tipici, di conflitti educativi.<br />
Alzi la mano il genitore che non si è mai sentito dire: “Dopo”, “Non rompere” o “Voi non capite niente”; che non si sia rivolto al figlio gridando: “Questa casa non è un albergo!” o “Ma come ti sei conciato?”.<br />
Che non abbia dovuto far fronte al sospetto di piccoli furti e al disordine cronico; che non abbia dovuto negoziare l&#8217;ora del rientro notturno, la paghetta settimanale, mensile o le continue richieste di denaro. Per non parlare delle sigarette, della droga, dell&#8217;alcol; dei problemi con gli amici, delle diete, dei piercing e dei tatuaggi, degli insucessi e delle insicurezze, di capelli, trucchi, cosmetici e di chirurghi estetici; dei primi amori, della scoperta del sesso&#8230;<br />
Solo partecipando attivamente all&#8217;impresa del crescere che un figlio sta affrontando, i genitori potranno capire e risolvere ciò che lo fa soffrire e fa ritardare lo slancio verso una crescita completa ed equilibrata.</p>
<p>Gustavo Pietropolli Charmet<br />
<a href="http://www.paolinitalia.it/libri/catalogo.asp?p=9&#038;isbn13=9788821569142"><em>Adolescienza</em></a><br />
Edizioni San Paolo<br />
pagine 378, 15  euro</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101127151453"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101127151453?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101127151453" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101127151453&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flibri_autori%2Finterventi%2F2010%2F11%2F%25e2%2580%259cadolescienza%25e2%2580%259d"/></p>
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	</item>
    
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	<title>Stargate</title>
	<link>http://guide.supereva.it/libri_autori/interventi/2010/11/stargate</link>
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	<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 18:33:03 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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    <category>varie</category><category>esperienza nel buio</category><category>ferrara</category><category>gioia aloisi</category><category>monica gorini</category><category>stargate</category><category>unione italiana ciechi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/stargate.jpg" class="left" border="0" width="180" height="144" alt="" /> Segnalo volentieri - anche se non ci sono libri di mezzo, sempre di cultura si tratta -  un&#8217;interessante iniziativa organizzata dalla mia amica Erica Monteneri, in collaborazione dell&#8217;UNIONE ITALIANA CIECHi di Milano.<br />
E&#8217; una gita a Ferrara in occasione di una &#8220;mostra nel buio&#8221; per la Biennale internazionale d&#8217;arte.<br />
<em><strong>Estasi dei sensi. Il quadro-istallazione Stargate</strong></em> è realizzata da Gioia Aloisi e Monica Gorini e sarà alla <em><strong>Galleria d&#8217;Arte L&#8217;Altrove </strong></em>di via Dé Romei,  dal 10 dicembre  all&#8217;8 gennaio 2011.<br />
Le due artiste condurranno di persona i partecipanti ad esplorare il quadro-istallazione nel buio.</p>
<p>La gita sarà nei giorni 19 e 19 dicembre e ci sono ancora dei posti liberi: approfittatene!</p>
<p>Tutti<a href="http://www.equi-libri.it/Stargate_Programma_dettagliato.pdf"> i dettagli organizzativi</a> a portata di un clic&#8230;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101125183303"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101125183303?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101125183303" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101125183303&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flibri_autori%2Finterventi%2F2010%2F11%2Fstargate"/></p>
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	<title>Il colore della paura</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 10:10:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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    <category>anticipazioni_novit_in_libreria</category><category>blu</category><category>colore della paura</category><category>garzanti</category><category>gerard di cortanze</category><category>il ragazzo con gli occhi blu</category><category>joanne harris</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/9788811681762.jpg" class="left" border="0" width="119" height="180" alt="" /> Per uno strano caso (ma esiste davvero qualcosa di casuale nell&#8217;editoria?!) sono usciti per Garzanti, a breve distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, due romanzi nei quali il vero protagonista è il &#8220;blu&#8221;, inteso naturalmente come colore della paura.</p>
<p>Si tratta, in stretto ordine cronologico, di <strong><em><a href="http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&#038;CPID=2677">Il colore della paura </a></em></strong>(<em>Indigo</em>, in lingua originale) del francese di origini italiane <a href="http://www.cortanze.com/">Gérard Roero di Cortanze</a> e di <em><strong><a href="http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&#038;CPID=2680">Il ragazzo con gli occhi blu </a></strong></em>dell&#8217;ingelse <a href="http://www.joanne-harris.co.uk/">Joanne Harris </a>.</p>
<p>Sono, com&#8217;è facile immaginare, due autori molto diversi e due romanzi che, per ambientazione, periodo storico, stile e trama non potrebbero essere più diversi.<br />
<img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/9788811681861.jpg" class="left" border="0" width="119" height="180" alt="" /> Eppure, credetemi, fa uno strano effetto osservare come siano legati da un sottile filo - di colore blu, naturalmente -, oltre ad alcune caratteristiche del protagonista: una certa tendenza alla solitudine, il sentirsi estraneo fra gli altri, isolato, una propensione per la vendetta, la difficoltà a distinguere la realtà dall&#8217;immaginazione o dai sogni, l&#8217;ossessione per il blu&#8230;</p>
<p>Il blu, declinato in tutte le sue infinite ed inimmaginabili sfumature, che per qualche ragione particolare ha ispirato entrambi, si ritrova fra le pagine di questi due romanzi, appassionanti anche per come riescono ad entrare nei meandri più oscuri della natura umana e ad arrivare là dove le radici del male hanno trovato terreno fertile.</p>
<p>Da leggere, come ho fatto io, uno dopo l&#8217;altro.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101102101000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101102101000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101102101000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101102101000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flibri_autori%2Finterventi%2F2010%2F11%2Fil-colore-della-paura"/></p>
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	<title>La pancia degli italiani</title>
	<link>http://guide.supereva.it/libri_autori/interventi/2010/11/la-pancia-degli-italiani</link>
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	<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 21:35:13 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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    <category>e_book</category><category>beppe severgnini</category><category>berlusconi spiegato ai posteri</category><category>e-book. ipad</category><category>la pancia degli italiani</category><category>rizzoli</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/1704764_0.jpg" class="left" border="0" width="111" height="180" alt="" /> Il nuovo libro di <a href="http://www.beppesevergnini.com/"><strong>Beppe Severgnini </strong></a>da oggi anche su iPad.<br />
<em> La pancia degli italiani. Berlusconi spiegato ai posteri</em> (<strong>Rizzoli</strong>, pag. 198, 16,00 euro) si può scaricare infatti nell’App Store di iTunes e - come il libro di carta - si sfoglia, pagina per pagina.<br />
Un sistema di icone consente di passare dal testo ai collegamenti che l&#8217;autore richiama. Video, foto, altri articoli, note.<br />
Il lettore può anche personalizzare l&#8217;esperienza condividendo appunti attraverso twitter, grazie a una piattaforma integrata.<br />
<em><strong>La pancia degli italiani. Berlusconi spiegato ai posteri</strong></em> è così disponibile in tre forme: il libro di carta, l’e-book (su www.libreriarizzoli.it) e anche nell&#8217;applicazione per iPad, la prima nel suo genere in Italia.<br />
I primi capitoli di <em>Berlusconi per i posteri </em>si possono scaricare gratuitamente sull’App Store, con la possibilità di acquistare il libro completo al prezzo speciale di 9,99 euro (la promozione è valida fino al 31 dicembre).</p>
<p>Se B. ha dominato la vita pubblica italiana per quasi vent’anni, c’è un motivo.<br />
Anzi, ce ne sono dieci.<br />
1. FATTORE UMANO<br />
2. FATTORE DIVINO<br />
3. FATTORE ROBINSON<br />
4. FATTORE TRUMAN<br />
5. FATTORE HOOVER<br />
6. FATTORE ZELIG<br />
7. FATTORE HAREM<br />
8. FATTORE MEDICI<br />
9. FATTORE T.I.N.A<br />
10. FATTORE PALIO</p>
<p>Guarda il <a href="http://www.beppesevergnini.com/video/panciaitaliani/index.html"><strong>video</strong></a> in cui Beppe Severgnini spiega perchè ha scritto questo libro&#8230;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101101213513"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101101213513?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101101213513" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101101213513&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flibri_autori%2Finterventi%2F2010%2F11%2Fla-pancia-degli-italiani"/></p>
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	<description>Il nuovo libro di Beppe Severgnini da oggi anche su iPad.
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	</item>
    
	<item>
	<title>Discorsi brevi sui grandi temi della filosofia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/libri_autori/interventi/2010/10/discorsi-brevi-sui-grandi-temi-della-filosofia</link>
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	<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 13:13:11 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lidia</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/libri_autori/interventi/2010/10/discorsi-brevi-sui-grandi-temi-della-filosofia#comments</comments>
    <category>recensioni</category><category>amore</category><category>andré comte-sponville</category><category>angelo colla editore</category><category>dio</category><category>discorsi brevi sui grandi temi</category><category>filosofia</category><category>libertà</category><category>morale</category><category>morte</category><category>politica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/discorsi_brevi.jpg" class="left" border="0" width="123" height="180" alt="" /> Dopo aver apprezzato, del filosofo francese André Comte-Sponville, <a href="http://guide.supereva.it/libri_autori/interventi/2009/07/parole-dalba.-conversazioni-filosofiche"><em></em><em><strong>Parole d&#8217;alba. Conversazioni filosofiche</strong></em></a>, non ho potuto fare a meno di guardare con interesse e curiosità la sua nuova uscita italiana, <em><strong><a href="http://www.angelocollaeditore.it/libri-colla-editore-dett.php?id_lib=105">Discorsi brevi sui grandi temi della filosofia</a></strong></em>, pubblicato, come il precedente da <strong><a href="http://www.angelocollaeditore.it/">Angelo Colla Editore</a></strong>.</p>
<p>Come spiega lo stesso autore nella prefazione, questi “discorsi brevi” sono tratti dai <strong>“Taccuini di filosofia&#8221;</strong>, una collana di iniziazione alla filosofia in dodici volumi, ognuno dei quali formato da una quarantina di testi scelti, spesso molto brevi, che si aprivano con una <strong><em>Presentazione</em></strong> essenziale dell&#8217;argomento trattato. Proprio queste <strong>dodici presentazioni</strong>, rivedute e ampliate, formano il volume di cui stiamo parlando e che vuole essere “una porta di accesso”, tra le cento altre possibili, alla filosofia e che lascia al lettore il compito, una volta letto questo libro, di continuare la ricerca di altre opere con le quali continuare il personale approfondimento in questo campo.</p>
<p>Dell&#8217;iniziale scelta di rivolgersi soprattutto agli adolescenti, è rimasto il tono con cui André Comte-Sponville si pone al lettore, la scelta di alcuni esempi e l&#8217;insistenza su certi aspetti, insieme all&#8217;uso del “tu” - visto che, anche se non c&#8217;è età per filosofare, gli adolescenti, più degli adulti, hanno bisogno che li si accompagni.</p>
<p>La questione cruciale è <strong>“Che cos&#8217;è la filosofia?”</strong>.<br />
Ecco la risposta dell&#8217;autore: <strong>“Non è una scienza, e nemmeno una conoscenza; non è un sapere in più: è una riflessione sui saperi disponibili. E&#8217; per questo che non si imparare la filosofia, diceva Kant: si può solo imparare a filosofare”.</strong></p>
<p>E questo si può fare interrogandoci sul nostro pensiero e sul pensiero di altri, sul mondo, sulla società, su ciò che l&#8217;esperienza ci insegna, su ciò che essa ci lascia ignorare&#8230; Le opere degli altri filosofi ci devono aiutare a pensare meglio, più intensamente, più a fondo. A riflettere su ciò che sappiamo, su ciò che viviamo, su ciò che vogliamo.</p>
<p>La via da seguire per raggiungere questo obiettivo è la sola che Comte-Sponville conosca veramente, ovvero quella della <strong>filosofia occidentale</strong>, l&#8217;immensa tradizione che nasce dal pensiero dei Greci: è attraverso di essa che, pur nell&#8217;incompletezza dovuta alla brevità dei capitoli, egli intente guidare il lettore in un&#8217;attività irrinunciabile, il cui senso sta nel perseguire l&#8217;obiettivo indicato da Epicuro – il preferito dall&#8217;autore: <strong>“La filosofia è un&#8217;attività che, per mezzo di discorsi e ragionamenti, ci procura la vita felice”.</strong></p>
<p>I “discorsi” hanno come oggetto<strong> la morale, la politica, l&#8217;amore, la morte, la conoscenza, la libertà, Dio, l&#8217;ateismo, l&#8217;arte, il tempo, l&#8217;uomo e la saggezza</strong>, trattati in modo accessibile e diretto, grazie alla riflessione guidata dall&#8217;autore e a molteplici riferimenti ai grandi pensatori occidentali, Platone, Aristotele, Montaigne, Kant, Pascal, Kierkegaard&#8230;</p>
<p>Completano questo prezioso volume, indispensabile per chiunque voglia accostarsi alla filosofia con l&#8217;analisi di grandi temi fondamentali, una ricca<strong> “Bibliografia”</strong> relativa alle opere richiamate nel testo – alcune di facile fruizione, altre di difficoltà intermedia, altre, infine, più difficili – e una <strong>“Bibliografia complementare”</strong> con opere che possono agevolare la lettura di un certo numero di filosofi.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101031131311"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101031131311?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101031131311" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101031131311&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flibri_autori%2Finterventi%2F2010%2F10%2Fdiscorsi-brevi-sui-grandi-temi-della-filosofia"/></p>
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	<description>Dopo aver apprezzato, del filosofo francese André Comte-Sponville, Parole d&amp;#8217;alba. Conversazioni filosofiche, non ho potuto fare a meno di guardare con interesse e curiosità la sua nuova[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Una tigre in casa</title>
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	<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 21:02:15 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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    <category>recensioni</category><category>amore</category><category>arte</category><category>car van vechten</category><category>elliot edizioni</category><category>gatti</category><category>letteratura</category><category>tigre in casa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/tigre_in_casa.jpg" class="left" border="0" width="119" height="180" alt="" /> La “tigre in casa”, altro non è infatti che il gatto e, come si legge sulla copertina, “ogni amante dei gatti dovrebbe possedere questo libro”.<br />
Una vera e propria summa dedicata da <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Van_Vechten">Carl Van Vechten</a></strong>, romanziere, critico, fotografo di celebrità, viveur newyorkese, agente letterario, mecenate che visse fra gli ambienti letterari di Parigi e New York degli anni Venti, Trenta e Quaranta, a un animale che non ammette mezze misure.<br />
Come ci spiega <strong>Stephen Budiansky nella prefazione</strong>, <em><strong>Una tigre in casa</strong></em>, <strong>pubblicato nel 1920, è “un vero e proprio tour de force di erudizione, un compendio maniacale di riferimenti letterari sui gatti che spaziano da Baudelaire a Darwin, da Mark Twain al &#8216;British Medical Journal&#8217;. La bibliografia conta 650 titoli, tutti posseduti da Van Vechten, tutti riguardanti il mondo felino. Ogni autore che scrive di gatti, da allora, consapevolmente o inconsapevolmente, segue la strada che Van Vechten ha spianato con questo lavoro”.</strong><br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/libri_autori/article00.gif" class="left" border="0" width="180" height="121" alt="" /> Ma <strong><em>Una tigre in casa </em></strong>oltre che accurato lavoro accademico, è anche presa in giro di chi si prende troppo sul serio. L&#8217;ironia dell&#8217;autore si concretizza soprattutto nelle esilaranti note a piè di pagina, mascherate da precisazioni accademiche e, nonostante aperti attacchi alla scienza, se Van Vechten fosse vivo oggi, sarebbe lieto di sapere che proprio la scienza ha confermato molte delle sue considerazioni sulla natura emotiva, istintiva e poetica del gatto: la sua natura selvatica, l&#8217;indipendenza, l&#8217;intelligenza e la riluttanza a mostrare ciò che sa.</p>
<p>Dopo la prefazione di Stephen Budiansky e l&#8217;introduzione dell&#8217;autore alla terza edizione, ecco i primi due illuminanti capitoli dal titolo “Per sfatare un pregiudizio popolare” e “Tratteggiarne le caratteristiche”,  dove, oltre a dimostrare l&#8217;infondatezza di alcune fra le credenze più diffuse,  viene definita la natura profonda e i tratti caratteristici di questa specie felina (soprattutto, paragonata al cane): </p>
<p>“Il gatto è l&#8217;unico animale che vive con l&#8217;uomo seguendo un principio di uguaglianza, per non dire di superiorità. Si addomestica volentieri ma lo fa alle sue condizioni e non rinuncia mai alla sua libertà, indipendentemente dalle limitazioni di spazio. Conserva la sua indipendenza anche a costo della vita. Un gatto comune, abituato a vivere presso il focolare domestico, che vive armoniosamente con la famiglia, può frequentare i tetti e i cornicioni, diventare una figura di spicco nelle baruffe, condurre una vita amorosa su larga scala ma, lontano da casa, continuerà a comportarsi come se fosse allo stato brado.”</p>
<p>E più in là: </p>
<p>“Questa duplice personalità di luci e ombre è, in larga parte, la spiegazione che il gatto esercita. C&#8217;è sempre la possibilità che torni a essere una creatura selvaggia. La vista di una mosca o di uno scarafaggio, di un topo, di un cane o di un altro gatto, può liberare in una frazione di secondo la bestia selvaggia che si nasconde dentro l&#8217;animale addomesticato.”</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/libri_autori/interventi/2010/10/una-tigre-in-casa/"><strong>Continua&#8230;</strong> </a></p>
 
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	<description>La “tigre in casa”, altro non è infatti che il gatto e, come si legge sulla copertina, “ogni amante dei gatti dovrebbe possedere questo libro”.
Una vera e propria summa dedicata da Carl Van[...]</description>
	
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