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Ho intervistato un Premio Pulitzer!!!

Versione in lingua italiana

Lidia - Ne ”Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay” lei ha scritto, fra l’altro, della Seconda Guerra Mondiale.

Ora è stata invece dichiarata una guerra “nuova”, diversa e certamente più lunga, che non sembra finirà entro Natale .

Che cosa pensa a questo proposito? Che cosa prova?

Michael Chabon – Non riesco ancora a dare una risposta intelligente a questa domanda.

Mi occorre tempo per rispondere o per comprendere i miei sentimenti, e la situazione sembra cambiare ogni giorno.

Non ho sufficientemente chiaro il quadro della situazione.

All’inizio ero stordito, inorridito… ora è subentrata una sinistra e vigile inquietudine.

L - C’è una sezione nel suo sito Web, “Catalogue raisonné – Ha cambiato la mia vita”, dedicata ai libri che occupano un posto particolare non solo nella sua libreria.

Titoli come L’amore al tempo del colera” o L’età dell’innocenza” hanno incontrato un successo internazionale, ma si aspetta che anche i ‘suoi libri’ cambino la vita dei lettori?

MC – Di certo non ‘mi aspetto’ che i miei libri cambino la vita di qualcuno.

Ma sarebbe bello pensare che uno di essi possa mettere ordine nel cervello di un lettore, anche solo per un momento, così come i miei libri favoriti hanno messo ordine nel mio.

L – Lei ha vinto il Premio Pulitzer e credo che questo successo le abbia portato qualche ‘beneficio’.

Ma si tratta anche di un grosso “peso”?

Sente aspettative diverse da parte dei lettori o del suo editore?

E’ cambiato il suo modo di scrivere? E la sua vita?

MC – No, il Premio Pulitzer non è affatto un fardello – non adesso almeno.

Fino ad ora, sembra più un paio di ali, ed anche un forte scudo.

Sto scrivendo un romanzo per ragazzi in questo momento – 9/12 anni di età. Non credo vorranno usare il Pulitzer contro di me, o che si aspettino di più proprio per questo.

Ricevo più inviti di quanto non mi succedesse prima… alcuni, li accetto.

Gli ultimi grandi progressi tecnologici si sono imposti nel mondo editoriale attraverso gli e-book. Penso ad esempio agli “esperimenti” di Stephen King, o a quegli autori che hanno scritto qualcosa da pubblicare esclusivamente informato elettronico – con sorti diverse.

Che cosa pensa di tutto ciò?

MC – Amo la carta, e l’amerò sempre.

Un libro è un oggetto di desiderio.

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