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Concorsi, che passione!

Narrativa, saggi, poesia, infanzia; a pagamento o gratuiti: c'è un concorso letterario per tutti. Per chi ama il brivido della competizione

Ebbene sì, ci ho voluto provare anch’io.

Tutto è cominciato a maggio, alla fiera del libro di Torino.

Mentre passeggiavo per gli stand, qualcuno mi ha allungato un libricino dalla copertina rossa.

Era l’invito a partecipare ad un concorso.

In breve, una nota ditta produttrice di cioccolato, se non fosse pubblicità, direi che si trattava della Novi, proponeva l’incipit di un racconto scritto niente meno che da Joanne Harris (scelta non casuale, visto che si tratta dell’autrice, fra l’altro, di “Chocolat”), che gli eventuali partecipanti avrebbero dovuto completare.

Ora, sarà che con la fine delle scuole ho un po’ più di tempo libero; sarà che il fatto di ambientare il racconto in Francia mi attirava parecchio; sarà che il premio consisteva in… cioccolato(!) e che la premiatrice sarebbe stata la Harris in persona (magari ci scappa un’intervista…), ma non ho saputo resistere.

Mi sono buttata anima e corpo in un racconto fra il mistico e il thriller che, a detta di un paio fra i tre che l’hanno letto, aveva un finale a sorpresa, nel senso che occorreva del tempo, dopo averlo terminato, per capire com’erano andate le cose…

Ho spedito il tutto e mi sono completamente dimenticata del concorso.

A settembre, ricevo una lettera dalla busta rosso fuoco, così come il cartoncino che conteneva: l’invito a partecipare alla premiazione (presso una pasticceria, naturalmente!), da cui ho desunto di non essere arrivata prima.

Confesso che, nonostante non avessi avuto particolari velleità letterarie, un minimo di delusione c’è stata: che cosa avrà scritto mai il vincitore?

Tutta questione di trama? Oppure lo stile, l’inventiva…

La risposta è nel racconto online del vincitore, Guia Risari (che nome è?! - lo so, è tutta invidia!)…

Nonostante gli esiti poco promettenti (ma nel mio racconto, il protagonista non vinceva - troppo banale - moriva…), si tratta pur sempre di un’esperienza da cui trarre qualche riflessione riguardo i concorsi letterari.

E’ facile imbattersi in scrittori nel cui curriculum si legge: “finalista” o “vincitore” di un qualsiasi premio letterario.

Chi ci è passato, con risultati più che soddisfacenti, come Maria Pia Ammirati, entrata nella rosa dei finalisti nella prima selezione del Premio Strega con “I cani portano via le donne sole”, la definisce un’esperienza faticosa ed entusiasmante nello stesso tempo, che ha moltiplicato le attenzioni della stampa ed ha accresciuto il numero dei potenziali lettori.

Ben vengano dunque occasioni come questa, ma basta visitare la pagina di Alice.it dedicata proprio ai premi ed ai concorsi letterari, per essere presi dallo sconforto.

Come orientarsi attraverso un numero impressionante di link?

D’accordo, possono essere ordinati oltre che alfabeticamente, per termini di consegna o per genere, ma come distinguere un concorso serio da uno che non lo è?

In questo caso potei suggerire una visita ad un altro sito, Sistema Letterario Italiano.

Si tratta di un servizio informativo che segnala i premi ( bandi e concorsi ) letterari e, unitamente all’Annuario dei Vincitori, fornisce anche i risultati delle varie edizioni di ogni premio.

Fornice consigli chi voglia partecipare e segnala la data della premiazione.
Viene aggiornato periodicamente con i dati pervenuti delle Segreterie dei premi.
A detta dei responsabili, “oggi costituisce un’iniziativa unica nel suo genere avviata in Italia”.

“In bocca al lupo” a chiunque vorrà partecipare…

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