Quando ho cominciato a leggere su Specchio l’articolo dedicato al “Giorno della Memoria” senza conoscerne l’autrice, ho pensato che la firma dovesse essere di una qualche signora dai capelli bianchi che aveva vissuto in prima persona la guerra e l’orrore dell’Olocausto.
Sono parole toccanti rivolte ai bambini, ma che vanno dritte al cuore anche degli adulti, parole che esprimono saggezza e il tentativo di trovare un equilibrio, se di equilibrio si può parlare, fra la necessità di ricordare e l’impossibilità di descrivere.
Poi ho controllato e, come viene precisato nel corso dell’articolo, si tratta di una “figlia di sopravvissuti, nata all’indomani della guerra e della Shoah”: Elena Loewenthal, di cui vi propongo un altro scritto, apparso su “La Stampa ” del 25/01/02, La forza della memoria.
Ammetto che la cosa mi ha un poco stupito, anche se si tratta di un’autrice che seguo sulle pagine della Stampa e di Tuttolibri, dove è titolare di Terre Promesse; suoi sono, fra l’altro, l’edizione italiana dell’Atlante Storico del popolo ebraico (Zanichelli), Gli ebrei questi sconosciuti. Le parole per saperne di più (Baldini&Castoldi), Cucina ebraica, scritto con Roberta Anau (Fabbri) e Un’aringa in Paradiso. Enciclopedia della risata ebraica (Baldini&Castoldi).
Ho così sentito la necessità di scriverle, di chiederle di rispondere a qualche domanda e dal suo assenso è nata la breve intervista che vi propongo, per approfondire qualche aspetto della cultura ebraica e conoscere chi di letteratura ebraica si occupa con studi approfonditi ed un’evidente grande passione.
Continua con l’intervista a Elena Loewenthal

Lidia








