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Omaggio a Samuel Beckett

Non ci sono date da ricordare, ma solo il bisogno di fermare qualche pensiero su questo grande scrittore

Nonostante di lui non mi rimangano che vaghi ricordi di studi passati, è da tempo che volevo dedicare un intervento a Samuel Beckett.

Chi, pur non avendo letto nulla di suo, non lo riconoscerebbe, così come ce lo mostrano alcuni suoi ritratti famosi?

Viso magro ed espressivo, solcato da profonde rughe, bianchi capelli tagliati a spazzola, grandi orecchie, naso aquilino e penetranti occhi chiari: un signore attempato come ce ne sono tanti.

Silenzioso, refrattario ai bagni di folla, problematico, scontroso con chi voleva invadere la sua privacy, è stato uno degli scrittori più schivi del secolo scorso.

Sarà per questo che quando divenne improvvisamente famoso, con Aspettando Godot le sue opere erano poco conosciute; persino dopo l’attribuzione del Premio Nobel, non erano in molti a sapere che cosa avesse scritto e in quale lingua.

Una biografia-fiume, l’unica “approvata” da Beckett, scritta dall’amico James Knowlson e pubblicata l’anno scorso per Einaudi, ci descrive, fin nei minimi particolari, l’esistenza di un personaggio complicato che ha fatto della riservatezza uno stile di vita.

E’ così che veniamo a sapere dei suoi gusti ne bere, delle sue vicissitudini mediche, dei cibi che ha mangiato in determinate circostanze o dei suoi luoghi di villeggiatura preferiti.

Una biografia, questa, che ci illumina su fatti che, però, spesso non contribuiscono a far luce sul mistero dell’opera di Beckett.

Ci parla, ad esempio, degli anni della guerra, ma non spiegano come e perché sia legata alla sua decisione di scrivere in francese.
Fino a quel momento, Beckett è stato uno scrittore irlandese - sebbene proprio in patria avessero proibito la lettura delle sue opere - la guerra lo sorprende in Irlanda, ma se ne andò, affermando, così si dice, che preferiva la Francia in guerra all’Irlanda in pace.

La biografia ci dice, ancora per fare un esempio, che amava trascorrere periodi a Santa Margherita Ligure e a Courmayeur e che leggeva (oltre all’inglese ed al francese, conosceva anche italiano, tedesco e spagnolo) la Stampa, ma non approfondisce il legame con Dante e le immagini di alcuni suoi scritti prese a prestito dalla Divina commedia…

In che cosa consiste, allora, la sua modernità, lo spirito innovativo dei suoi romanzi e delle sue opere teatrali?


Continua…

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