Questo sito contribuisce alla audience di

Come una bestia feroce di Edward Bunker

“Leggiti la prefazione e la vita dell’autore, prima di iniziare il libro…” Questo è stato il suggerimento di mio fratello, scritto sul foglietto che accompagnava Come una bestia feroce di[...]

“Leggiti la prefazione e la vita dell’autore, prima di iniziare il libro…”
Questo è stato il suggerimento di mio fratello, scritto sul foglietto che accompagnava Come una bestia feroce di Edward Bunker.

A volerla dire tutta, c’è anche un’introduzione di Nicolò Ammaniti, che avverte: “Comincio pesante: Come una bestia feroce è il più bel libro che ho letto in vita mia e Edward Bunker è uno dei migliori scrittori di libri noir oggi in circolazione”.
Non male come inizio, ho pensato…

Invece, la prefazione in questione è di James Ellroy, che, per farla breve, considera questo grande romanzo, come “il più bel libro mai scritto sul tema della rapina amano armata”, perché non travisa la realtà esagerandola, ma di “un’analisi accurata e vera della psicopatologia criminale”.

E non potrebbe essere altrimenti, visto che Bunker ha trascorso più anni in prigione che fuori.

L’esperienza, da sola, non può certo bastare: le carceri di tutto il mondo sarebbero colme di premi Pulitzer, ma in questo caso, unita ad un’indiscussa dote letteraria, ha dato vita ad un personaggio indimenticabile, Max Dembo.

Come è successo a Bunker, Dembo, appena uscito di prigione, si trova nell’impossibilità di reinserirsi nella società “onesta”, nonostante desideri con tutte le sue forze cominciare una nuova vita.

Complice il comportamento di un agente di controllo per la libertà vigilata, si troverà quasi costretto a ritornare nelle buie zone del crimine e dell’illegalità.

In un’atmosfera sempre tesa, dove neppure qualche affetto profondo sembra poter sopravvivere, Dembo condurrà la sua partita, contro tutto e contro tutti, senza però cercare di suscitare la pietà del lettore o la sua compassione.
Giocherà fino in fondo, ma non vi anticipo come finirà.

Mi sono chiesta come mai la mia lettura procedesse lentamente, soprattutto nella prima parte.

L’ho capito solo in un secondo momento: avevo paura di come stavano andando le cose, temevo l’insuccesso del suo tentativo di reinserimento.

La tensione di una vita perennemente in fuga e il preannunciarsi di una fine certa, mi stavano condizionando.
Come se, così facendo, potessi posticipare un tragico epilogo.

Poi, una volta fatta la sua scelta, quando il suo destino è parso segnato, ho proseguito la lettura senza difficoltà.

Insomma, mi è successo proprio come aveva avvertito Ellroy: “diffidate, non uscirete intatti dal vostro incontro con Max Dembo”.

Edward Bunker ha scritto altri romanzi, fra cui Cane mangia cane, e una biografia, Educazione di una canaglia; ha collaborato alla stesura di film, è stato attore in diverse pellicole e la sua vita ha ispirato famosi registi.

Ultimi interventi

Vedi tutti