Questo sito contribuisce alla audience di

Anticipazioni

Cosmetica del nemico: solo una scrittrice eccentrica come Amélie Nothomb poteva trovare un titolo simile per il nuovo romanzo, un vero e proprio invito alla lettura, in uscita il 24 febbraio.

La casa editrice è la Voland; dicono però che abbia rifiutato le proposte di case editrici che potremmo definire più “facoltose”, per rimanere fedele, in Italia, a chi ha creduto in lei fin dal suo esordio, con Igiene dell’assassino.

Se a questo aggiungete, ad esempio, Metafisica dei tubi, non potrete non notare un certo gusto per i titoli eccentrici, almeno quanto la loro autrice, che ha intenzione di sfornare un romanzo all’anno – ne ha parecchi nel cassetto!

Di Amélie, hanno detto di tutto - vi basterà dare un’occhiata al sito a lei dedicato www.amelienothomb.com – ed in Francia (ma non dimenticate che la Nothomb è figlia di un diplomatico belga, è nata in Giappone ed ha vissuto, solo per citare alcuni paesi, in Cina, Thailandia e Bangladesh) qualcuno si definisce un nothombophile.

Diversi i temi trattati nei suoi già numerosi romanzi, ma in tutti ritroviamo una scrittura ironica, arguta, profonda, seria ma, nello stesso tempo, capace di far ridere, rasentando la farsa, e di sostenere lunghe sequenze di dialoghi.

Proprio come in questo ultimo Cosmetica del nemico: una lunga conversazione fra due uomini nella sala d’aspetto di un aeroporto.
Jérôme Angust, già seccato per il ritardo del suo volo, deve sopportare la logorrea di uno sconosciuto che sembra intenzionato a non risparmiargli nulla della sua vita: persino un atto di violenza su una donna e il suo omicidio.

Piano piano, però al monologo si sostituisce il dialogo e i fatti e le loro cause, la colpa e l’impossibilità di sfuggire ad un destino di colpevole, motivazioni e citazioni filosofiche, moralità e immoralità scorrono riga dopo riga sotto gli occhi del lettore, fino al colpo di scena finale.
Che però vi risparmio…

Ultimi interventi

Vedi tutti