Quattro risate in libreria

Dilaga la tendenza che vede i comici, con i loro libri, ai primi posti delle classifica di vendita

All’inizio la questione era, se ben ricordo, che cosa ci fosse da ridere in tempo di guerra.

Le librerie e i supermercati avevano cominciato infatti a mostrare sugli scaffali, in numero sempre maggiore, libri scritti da comici, spesso riconoscibili proprio dalla foto in copertina del loro autore.

Si scomodarono allora teorie varie che, in breve, ci spiegarono che proprio in momenti tragici l’uomo ha bisogno di pensare positivo; che il riso è salutare; che, in fin dei conti, le letture degli italiani non potevano minimamente influire sugli esiti del conflitto…

Chi aveva pensato ad un fenomeno di breve durata, si sbagliava: la tendenza ha subito invece un’impennata e ai nomi già presenti sul mercato se ne sono aggiunti altri, e altri ancora.

Sto parlando, naturalmente, dei comici di Zelig, cui fanno compagnia numerosi colleghi provenienti da altre trasmissioni televisive – l’elenco sarebbe troppo lungo, chi fosse interessato, mi scriva personalmente.

In video, fanno molto ridere anche me, naturalmente, e non è mia intenzione criticare ciò che scrivono (anche perché, di questi libri, non ne ho letto neppure uno), ma vorrei approfittare di questo spazio per fare alcune considerazioni, soprattutto in virtù del fatto che ho saputo da fonti ben informate che anche alla Fiera del Libro di Torino, sono stati loro, ancora una volta, i protagonisti; che se qualcuno ha fatto la fila, era per ascoltare proprio loro, mentre altri incontri, con autori, diremmo, “più seri”, sono andati parzialmente deserti.

Non voglio fare un’analisi delle peculiarità di ciascuno di loro (dal diario con disegni e questionari di Marco Della Noce, ovvero il meccanico della Ferrari, alle freddure e ai paradossi di Oreglio, quello dei “momenti catartici”…), né sotolineare come, per alcuni, la mancanza della recitazione sia una perdita importante…

Leggeteli, naturalmente se vi fanno ridere, se alla fine avrete qualche battuta in più da recitare in compagnia, se vi sembra di trascorrere qualche breve momento di relax!

Riflettiamo, però, almeno su un particolare: l’essere comici costituisce ormai una garanzia per alcune case editrici, tanto che, sono convinta, potrebbero scrivere qualsiasi cosa e verrebbe pubblicata ugualmente: il successo televisivo ha spalancato indistintamente le porte dell’editoria.

Penso, nello stesso tempo, ai tanti “nessuno”, aspiranti autori, cui viene negata, non dico la possibilità di essere pubblicati, ma persino quella di essere presi in considerazione, di essere letti, di essere valutati per ciò che hanno scritto.

Ma questo, del resto, è il potere della televisione.

In altre parole, abbiamo gli scrittori che ci meritiamo.

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