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La "Storia" secondo Pennac

Il nuovo libro dell'autore francese, dove, come in un gioco di scatole cinesi, le storie contengono altre storie, e ancora storie...

Che Daniel Pennac sia uno degli autori francesi contemporanei più amati anche in Italia è dimostrato dal fatto che la sua nuova uscita,

href="http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,181737,00.html">Ecco la storia, edito da Feltrinelli è subito balzata ai primi posti delle

classifiche di vendita.

Abbandonata la saga dei Malaussène, Pennac si è dedicato ad un romanzo ambizioso, a partire proprio dalla trama, caratterizzata da intrecci di vicende

e da un dispositivo narrativo abbastanza complicato.

E’ evidente che la traduzione italiana ha voluto mettere in risalto, fin dal titolo, la capacità dell’autore nel narrare storie: la storia di un dittatore e del suo

sosia, la storia di uno scrittore che è anche la storia di Pennac, fino a diventare, con un intento filosofico e politico, storia dell’umanità intera…

Aveva forse un significato diverso, a mio parere, il titolo in lingua originale, Le dictateur e le hamac, ovvero Il dittatore e l’amaca, di

cui Pennac dà una definizione adorabile: “un rettangolo di tempo sospeso nel cielo”.

Nel libro, come avrete potuto intuire, c’è comunque molto di più.

Forse troppo, come ha evidenziato un commentatore francese che, pur giudicando positivamente l’autoironia dell’autore, le digressioni burlesche e

alcune idee interessanti, come l’introduzione nel testo brevi poemi improvvisati, ha sostenuto la possibilità di esercitare due dei diritti imprescrittibili del

lettore che lo stesso Pennac ha elencato nel suo Come un

romanzo: quello di saltare le pagine e di non terminare il libro…

Nella foto, Pennac alla presentazione del libro a Napoli

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