Ci sono stati tempi caratterizzati da un rigoglioso fiorire di riviste letterarie.
Fra tutte, basti pensare alle cosiddette “riviste fiorentine” del agli inizi del secolo scorso: Il Leonardo, Hermes, La Voce o Lacerba solo solo alcune di esse.
La varietà delle posizioni e degli ideali sostenuti, anche attraverso forti e reciproche polemiche, erano testimonianza non solo delle inquietudini culturali, ma anche di vitalità e di propensione al dibattito ed al cambiamento.
Trattare tutte le questioni che hanno riflessi nel mondo intellettuale e religioso ed artistico; reagire alla retorica degli Italiani obbligandoli a veder da vicino la loro realtà sociale, educarci a risolvere le piccole questioni e i piccoli problemi per trovarci più preparati a quelli grandi; migliorare il terreno dove deve vivere e fiorire lo spirito”: chi non sottoscriverebbe, ad esempio, le parole con cui Prezzolini sintetizzava l’orientamento de La Voce, in uno dei primi articoli della celebre rivista fondata nel 1908?
La collaborazione di autori di varia e spesso contrastante provenienza e l’ampiezza di interessi hanno fatto delle riviste l’organo più vivace, nonostante spesso fosse di vita breve, che abbia accompagnato, negli anni, la storia della cultura italiana.
Che ne è stato dello spirito che animava la vita letteraria del passato?
In un mondo dove la cultura, insieme ad ogni tipo di informazione, sembra ormai essere a portata di tutti grazie a Internet, ha ancora senso parlare di riviste letterarie?
Se è al presente che dobbiamo guardare, basterà recarsi in una qualsiasi libreria ben fornita per accorgersi di avere una scelta relativamente varia.
Fra queste realtà, si presenta, ma non certo per limitare i propri orizzonti come “la rivista dei libri”, Stilos.
Giunto ormai al suo quinto anno, Stilos esce con il quotidiano La Sicilia in allegato omaggio e viene recapitato a centinaia di indirizzi in Italia e all’estero. Fra questi, c’è anche il mio: lo trovo, ogni settimana fra la posta, il venerdì o il sabato.
Normalmente, do solo un’occhiata a titoli ormai “vecchi” o ad articoli che parlano di luoghi a me sconosciuti, per andare subito al “cuore” del giornale e godermi il sempre interessante articolo del coordinatore della rivista, Gianni Bonina o la simpatica, quanto utile Lezione del Corso di Scrittura Creativa di Giulio Mozzi. Appuntamenti fissi che si alternano a recensioni, interviste, brani inediti, anche di autori affermati, italiani o stranieri
Ben ancorata al presente, la rivista Stilos rivolge spesso uno sguardo al passato, da cui, sembra ammonire, c’è sempre da imparare, ed un’apertura al futuro, con proposte e anticipazioni che, c’è da scommetterci, faranno scalpore o non tarderanno a rivelarsi best-seller.
Una voce che, nei suoi cinque anni di attività, ha permesso un contatto significativo fra il mondo editoriale e culturale e i lettori, oggi ancora più necessario perché si tratta di realtà in continua evoluzione e crescita, soprattutto come numero di libri pubblicati - ma “quantità”, spesso, non è sinonimo di “qualità “.
Una voce, che, purtroppo, pur rimanendo libera ed indipendente, da qualche settimana, non può più esprimersi attraverso lo spazio che le garantiva una pluralità ed una varietà di contenuti e di orientamenti.
Da qualche settimana, infatti, le sei già esigue facciate si sono ridotte a quattro.
E’ quasi triste sfogliarle, se “sfogliare” è un verbo che può riferirsi a due sole pagine: l’inizio è già una fine.
Personalmente, non conosco quale motivazione, economica o editoriale, possa essere alla base di una decisione che, di fatto, penalizza non solo gli autori ma, soprattutto i lettori, credo però sia necessario manifestare il mio dissenso al direttore del quotidiano.
Dissenso cui si aggiungerà, ne sono sicura, non solo quello di chi conosce e apprezza Stilos, ma di tutti coloro che, pur non conoscendolo, amano leggere, scrivere e si affidano ai consigli ed agli approfondimenti di chi svolge un lavoro di divulgazione e di approfondimento con la passione, quella sì, che animava le riviste letterarie del passato.

Lidia








