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Beccàti a leggere!

La nuova campagna promozionale lanciata dall'AIE, Associazione Italiana Editori, in collaborazione con la Federazione Europea dei Librai

L’AIE, Associazione Italiana Editori, in collaborazione con la Federazione Europea dei Librai sta per lanciare una campagna promozionale “Beccàti a leggere!” - Get Caught Reading - nella quale volti noti della cultura, della politica, dello sport e dello spettacolo sono intenti a leggere. Lo scopo, naturalmente, è quello di far capire che leggere può essere divertente e, se anche “le foto non saranno dei capolavori e lo slogan non sarà di impatto immediato, almeno i soggetti non stanno fingendo”.
E’ un’iniziativa alla quale auguro tutto il successo dovuto, ma non posso fare a meno di fare qualche considerazione.

Ora, fino a qualche tempo fa, si usava dire “T’ho beccato!” quando, per esempio, si vedeva qualcuno con le dita nel naso, mentre buttava la carta della cicca per terra, usciva dal bagno senza aver fatto scorrere l’acqua nel water, beveva a canna dalla bottiglia o stava cercando di eliminare un foruncolo dal naso…
Tutte azioni innocue, intendiamoci, ma l’essere stati “beccàti” in fallo lasciava pur sempre la sensazione di aver sbagliato qualche cosa, di aver dato per scontato che si stava commettendo un intimo peccatuccio con la certezza, ben presto risultata vana, di non essere scoperti.

Per questo, non riesco a comprendere pienamente la scelta di questo verbo, “beccare”, che in me evoca un’attività non del tutto lecita: leggere, invece, non mi sembra poi così deplorevole.
Oppure il fatto di scovare un personaggio “famoso” (si va da Babbo Natale a István Szent-Iványi) intento nella lettura è cosa tanto straordinaria e rara da suggerire l’idea che occorra quasi una caccia allo stano esemplare?
Chi mai si lascerà tentare a leggere un libro dopo aver visto Claudio Bisio (che apprezzo come uomo di spettacolo) intento nella lettura? In questa Italia dove ci sono comici che scrivono e comici che, adesso, leggono pure, dove si andrà a finire?!

Altri sono a mio parere gli “eroi” della lettura e a loro andrebbe il riconoscimento: lettori sulla metropolitana nell’ora di punta, che affrontano a libro aperto la calca, il caldo, gli odori…; cittadini in coda all’Ufficio del Registro o in un ambulatorio, in attesa di un accertamento fiscale o di un accertamento medico, sprezzanti dell’ansia dovuta all’attesa e dello stress da ritardo cronico…
Ecco, io avrei immortalato loro.

Infine - ma questa è solo un’interpretazione - l’aver voluto o dovuto precisare che i soggetti non stanno fingendo, mi puzza un po’ di bruciato… Speriamo non sia un libro!

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