Qualche tempo fa, un amico scrittore, Paolo Carbonaio, ha preso una decisione importante e coraggiosa: pubblicare come e-book alcuni suoi romanzi inediti, un paio di thriller ambientati a Trieste (uno era già stato pubblicato nel ‘99 e ora non è più in circolazione) e un poliziesco folle sul genere Chico Pipa di Carlo Manzoni.
Trasformati i file .doc in .pdf, e creata una “quasi” copertina, li ha inseriti nel suo sito.
Ovviamente, sono gratuiti e chi lo desidera se li scarica.
Ma come è arrivato a questa decisione?
La sua è stata una reazione dovuta, da autore, al mondo prevaricatore dell’editoria che spesso sfrutta gli scrittori, interessato com’è più a incassare contributi che a divulgare la lettura. Autori snobbati, incassi di diritti ridicoli, costi per pubblicazione cartacea troppo alti e richieste di contributo da parte degli editori, tempi biblici per avere una risposta (quando arriva
), testi “abbandonati” nelle librerie tra altri in un ammasso sconosciuto alla maggior parte dei lettori
Per scrivere un libro, si fa fatica, ci si diverte, ci si mette l’anima, il tempo, l’amore e la passione, ma alla fine si è costretti a sperare - perché non si ha la certezza - che una casa editrice ci pubblichi, possibilmente - ma è una rarità - con un tornaconto economico meritevole.
La risposta a tutti queste considerazioni può essere l’ “ebook”.
A condizioni tali, infatti, non è forse è meglio pubblicare e distribuire i propri scritti anche senza padroni editori?
Certo, non rende, ma alla fine a cosa si rinuncia? A qualche centinaio di euro?
I romanzi che Paolo Carbonaio ha messo in Rete sono completi e, nonostante siano a disposizione di chiunque, i diritti rimangono integralmente nelle mani dell’autore. Erano piaciuti a coloro che li avevano letti e già ci sono riscontri positivi in Internet da chi li ha scaricati e li sta leggendo, anche dall’estero.
Be’ che state aspettando, siete ancora qui?!
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Lidia








