Terminate in Siria le riprese di "7 Km da Gerusalemme"

Un film su Gesù tratto dal romanzo di Pino Farinotti come ponte fra occidente e medio oriente


7 km da Gerusalemme
, il film di Claudio Malaponti tratto dal best seller di Pino Farinotti (Edizioni San Paolo), con Luca Ward, Alessandro Haber e Alessandro Etrusco fra gli interpreti, sta assumendo significati davvero importanti.

Il film sta ultimando le riprese in Siria, nelle zone di Palmira, Maaloula e Aleppo. La troupe tornerà in Italia il 7 agosto.

I siriani hanno accolto “7 km” supportandolo produttivamente, ma soprattutto trasformandolo in una sorta di ponte verso l’occidente. La storia di un italiano che incontra (forse) Gesù è stata intesa come occasione spirituale e culturale, e anche politica, per mostrare disponibilità in un momento in cui la Siria viene considerato dagli occidentali un paese “sospetto”. La commissione che ha esaminato la sceneggiatura ha avallato il progetto all’unanimità. La personalità chiave è stato Ahamed al Din Hassun, il gran Muftì, massima autorità religiosa della Siria, secondo il quale Gesù, profeta e uomo riconosciuto e onorato, assunse e assume in questa rappresentazione la funzione di unire i popoli. Un altro avallo decisivo lo si deve ad Asmaa, moglie del presidente Bashar al Assad. La first lady ha rilevato l’occasione di una storia dai contenuti così profondi come apertura verso altre culture e religioni.

Gli italiani hanno potuto girare in zone fino allora off limits, come l’aeroporto. Comparse musulmane hanno indossato abiti israeliani, fra cui uno da rabbino.

24 automezzi della produzione girano per la Siria, recando una grande locandina col titolo, rappresentato anche in caratteri arabi e dove le bandiere italiana e siriana si integrano l’una nell’altra.

Venerdì 15 luglio si è tenuta a Damasco la conferenza stampa. Il giorno dopo i maggiori quotidiani siriani ne riportavano in prima pagina immagini e contenuti. Due emittenti siriane, una libanese e quella degli emirati arabi ne hanno trasmesso lunghi stralci. Tutto questo nel quadro del corso progressista impresso dal presidente Assad, che ha vissuto e studiato in Inghilterra, succeduto nel 2000 al padre Hafez.

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