“La maggior parte dei romanzi pubblicati sono scritti da persone che non sanno scrivere, e la maggior parte delle recensioni sono scritte sa persone che non sanno leggere”.
Ora, se se non devo preoccuparmi come scrittrice e come critica vera e propria - perché non sono né l’una né l’altra cosa - è pur vero che scrivo recensioni
E’ bastata questa frase, dunque, tratta da I dieci comandamenti di uno scrittore di Stephen Vizinczey (l’autore, per intenderci, di Elogio delle donne mature e di Un innocente millionario, tutti editi da Marsilio), a produrre un dubbio che è diventato, col passare del tempo, un tarlo che lavora instancabilmente da un paio di mesi, minando le basi stesse del mio leggere e del mio scrivere su ciò che leggo.
Perché non è finita qui.
Qualche settimana fa, dopo aver pubblicato un intervento sulle mie letture estive, ricevo una e-mail che mi dice:
“Ma come puoi scrivere una recensione su tre libri che sono una cagata più grande dell’altra!!! Hai una percentuale sulle vendite???”
Cominciamo col dire che, come ho spiegato all’autore di quella mail, io non prendo percentuali sulle vendite (troppo bello sarebbe stato allora aver recensito Il codice da Vinci! - cosa che non ho fatto).
Anzi, dirò di più: leggo per piacere e dedico il tempo libero a scrivere le mie impressioni mossa solo dalla cosiddetta “passione” e non da un compenso in euro. Il mio magro stipendio proviene da un’attività che non è certo questa.
Quindi non è per denaro che parlo (bene) di un libro piuttosto che di un altro.
Ci ho pensato su e sono arrivata alla conclusione che il mio intento è quello di trovare qualcosa di positivo in ogni libro e, quando posso, faccio domande su ciò che mi incuriosisce di un autore e del suo romanzo con le interviste.
Non mi sembra di aver messo molti scrittori sul piedistallo, né di aver mai detto (forse in un paio di occasioni l’ho fatto intendere, ma solo per il vostro bene!): “Comprate questo o quel libro!”
E’ vero che non tutti i romanzi pubblicati sono capolavori, che non sempre è facile trovarne di godibili. Ma se non li leggo, non ne trovo, e se non parlassi di ogni libro che leggo, ma solo di quelli che ho amato veramente, di quanti titoli potrei parlare?
Non so se capita anche a voi di andare a leggere i commenti lasciati su Internetbookshop: i libri più letti sono anche i più controversi. Ci trovate pareri totalmente positivi e pareri completamente negativi, persone che hanno trovato un capolavoro ed altre che non sono state in grado di proseguire dopo qualche pagina.
La lettura rimane un’esperienza estremamente soggettiva e personale. In definitiva, credo che chi legge le mie recensioni cerchi qualche informazione e sia cosciente di essere aggiornato su una parte - che rimane limitatissima - del mondo letterario.
E sono convinta che, attraverso le mie parole, sia in grado di capire se quel romanzo fa al caso suo, o se non è proprio il caso di spendere soldi e tempo per quel libro.
Non paga dell’esito di queste riflessioni, forse per una tendenza masochista (magari siete tutti convinti che mi occupi di libri non molto interessanti) vi propongo un sondaggio che avevo già messo online dopo circa un anno dall’inizio di questa mia esperienza su SuperEva - lo trovate in basso a sinistra - e vi segnalo la possibilità, da poco disponibile, di lasciare un commento ad ogni mio intervento.

Lidia








