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Premio per il "Dialogo tra le religioni"

Martedì 6 dicembre 2005, nell’ambito del PREMIO SAN VIDAL 2005 per la letteratura è stato assegnato al milanese Pino Farinotti e al suo romanzo "7 km da Gerusalemme" (Edizioni San Paolo) il Premio per il "Dialogo tra le religioni"

Il Gesù disse:
“… vuoi farmi ancora qualche domanda?”.
“Certo. Dimmi chi sei”.
Allora non si limitò a sorridere, rise.
“Sei cocciuto”.
“Avresti preferito qualcuno più arrendevole?”.
“No”.
“Ecco, anche su questo voglio insistere. Perché vado bene io? Appena esci di scena dubito che tu esista”.
“E’ vero, ma siete in molti. E fate opinione. Non avrei potuto ignorarvi ancora”.
Accentuò il sorriso.
“Sarai un discepolo di stile diverso. Un portatore sano”.
“Dai troppo credito a un semplice pubblicitario. Ma perché non ti sei presentato al mondo come un Dio?”.
Esitò qualche secondo.
“Come un Dio? Mi collegavo in mondovisione?”

L’AUTORE


Pino Farinotti, milanese, giornalista e critico di cinema, è titolare del “Farinotti”, il dizionario dei film giunto alla 12^ edizione dal 1980. Scrive su “Famiglia Cristiana”, “Avvenire” e “Sorrisi e canzoni TV”. Già opinionista di Rai 1, è referente del Presidente e del Direttore generale della Rai per la fiction e il cinema e membro di varie commissioni fra cui la Biennale di Venezia. Ha firmato e presentato programmi televisivi di cinema e cultura. Ha ottenuto riconoscimenti importanti, fra cui il Premio Bancarella Speciale (1991) col romanzo La grande ambizione.

LA MOTIVAZIONE

Si tratta di un testo coraggioso, legato alla prospettazione dei massimi problemi che incontra, nell’odiernità, la presenza dei cristiani in un mondo globalizzato e dominato da una tecnica sempre più potente e invasiva. Il protagonista, accanto a Gerusalemme, incontra addirittura Gesù Cristo, ritornato nel mondo, nel nostro mondo… Tale incontro, nonostante l’amabilità che caratterizza il personaggio, suscita meraviglia, sconcerto e perfino una scioccante diffidenza; nel dialogo che si stabilisce, emergono questioni decisive e risposte di una misteriosa profondità; e se l’uomo incontrato “a 7 km da Gerusalemme” fosse proprio il Messia, Gesù Cristo, sopravvenuto a giudicare e a trarre con sé le nostre vite? Il cuore di questo libro consiste nel farci prender coscienza degli orientamenti che determinano l’esistenza, stimolando, con efficace espressività, il credente e anche l’incredulo a verificare la propria posizione spirituale, lungo quegli itinerari che possono condurre ad un’autentica, umana compiutezza. L’Autore si manifesta come un convincente testimone del dialogo fra religioni e culture differenti, in un’epoca in cui sembra imporsi la tentazione della “guerra tra le culture”: del cammino dell’Autore dà persuasivo riscontro anche il suo impegno complessivo, applicato, fra l’altro, al versante giornalistico e a quello cinematografico.

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