Capita a volte che le scelte editoriali facciano sì che un lettore si accosti ai testi di un autore straniero senza seguirne l’ordine temporale e quindi l’evoluzione della sua scrittura. Nel caso dell’inglese Patricia Duncker, che abbiamo potuto apprezzare prima per il suo ultimo lavoro Lo spazio mortale che ci divide (Neri Pozza, 2003), è una fortuna che sia stato pubblicato anche il suo romanzo d’esordio, Demoni e muse (Neri Pozza, 2005, pagine 240, 15,50 euro). Il titolo italiano non accenna, come l’inglese Hallucinating Foucault, al personaggio che rivive, nonostante la sua costante assenza fisica, al centro di questa storia, il filosofo francese Michel Foucault ed al forte rapporto fra l’autrice e il protagonista, come fra i personaggi del romanzo stesso. La vicenda ha i contorni sfumati che tendono al nero, al mistero, ma il romanzo si presenta così ricco di temi - il rapporto esclusivo lettore/scrittore e critico/autore, la pazzia e il suo ruolo nell’ispirazione artistica, ma anche l’omosessualità, il sentirsi diversi dal ruolo che viene imposto - che nulla di più può essere detto: lasciamo che sia l’autrice a svelare i segreti dei suoi demoni e delle sue muse.
Interview with Patricia Dunker

Lidia








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