“Il perché del nome è facilmente intuibile: catrame è sporco, oscuro, genera mostri, è un prodotto strettamente legato all’industria. In più “catrame e non cemento”, “strade e non pareti”… Ci sarebbero tanti altri motivi e spiegazioni, ma noi di redazione amiamo tacere su questo punto, gongolandoci nel suono stesso della parola, che c’appare molto bello”.
Ecco dunque CATRAME, una rivista letteraria nata dopo mesi di gestazione lenta e tenuta in piedi da 5 studenti dell’Università degli Studi di Pisa di varie facoltà, tra loro amici, tra loro differenti per sensibilità, convinzioni e forma mentis.
CATRAME esce con cadenza imprevedibile ed ogni volta s’aggiorna di significati e di significanti, in un work in progress che è più che pura e semplice sperimentazione. Perché sono convinti che soltanto attraverso “il fare” si possano affinare le nostre capacità espressive.
CATRAME è autoprodotto e autofinanziato; si rivolge qualsiasi genere di lettore che raggiunge principalmente attraverso Internet e i nodi dell’Università di Pisa.
Sin dall’inizio i responsabili sono stati favorevoli alla filosofia del copyleft e della libera fruizione dell’informazione, credendo nelle potenzialità informative della loro generazione, Internet su tutte.
La loro filosofia si basa sulla necessità di dialogo e di confronto che, come si augurano, permetterà loro di crescere come comunicatori, ma soprattutto come persone, anche attraverso qualsiasi genere di collaborazione (testi, immagini e suoni).
Individualmente ciascun membro della redazione è indipendente e può ulteriormente esprimersi nella propria pagina Web personale su www.catrameletterario.com.

Lidia








