Edizioni "Il Filo"

Alcune proposte della casa editrice, nata nel 2002 a Roma, dalla fortunata esperienza dell’omonima rivista artistico-letteraria. Un gruppo editoriale con precise ambizioni, che si è posto come ponte tra la letteratura “ufficiale” e quella “sommersa”

La punizione, di Daniela Salmoiraghi è un thriller dall’ambientazione originale, perchè la caccia allo spietato serial killer, da Londra, si sposta nell’Iraq di Saddam Hussein, l’Iraq del dopo Prima Guerra del Golfo. E allora il romanzo diventa anche il pretesto per affrontare, con tutta la sensibilità, la competenza e il coraggio dell’autrice, gli aspetti più dolorosi, ma non sempre noti, della vita e della condizione di un popolo che spesso, nonostante si trovi ogni giorno sotto i riflettori della cronaca, conosciamo solo superficialmente.


Instabile Miscellum Genus, di Paolo Starni, è, invece, la strana storia del redattore di una rivista dell’occulto che viene inviato ad indagare personalmente su un uomo che, raccontano, di notte si trasforma in cavallo. Un frate di clausura gli fornisce la spiegazione di quello che secondo una teoria sarebbe un incrocio instabile fra un uomo e un animale, un “instabile miscellum genus”, appunto. Un rapporto uomo-cavallo può dar vita sì ad un centauro, un essere ove bestialità e umanità sono fuse in modo stabile e permanente, ma anche ad un incrocio instabile, ove si è o l’uno o l’altro. Casi del genere si conoscono fin dall’antichità e, oltre ad interessare la Scienza, interessano anche la Chiesa, tanto che al cronista viene affiancato Walter, un sacrestano. Si sviluppa così la vicenda di questa atipica coppia di investigatori, attorniati da personaggi singolari, in bilico fra incredulità e bisogno di trovare risposte, sarcasmo e dubbio, pettegolezzi e segni oscuri direttamente dal maligno. E l’epilogo - che non poteva essere diverso - stempera l’ironia che ha sorretto i dialoghi in un sorriso amaro, come se i protagonisti, e il lettore insieme, avessero perso un’occasione unica per instaurare un legame particolare con la natura e il mistero che la circonda.

La promessa di Matilde, di Cristina Rubino, ha come sottotitolo “un romanzo-limite” e narra con toni la vicenda di Matilde, una giovane di buona famiglia che un giorno, al richiamo della madre che la invitava a destarsi, era rimasta immobile nel letto, ad occhi aperti, fissando il muro: inutilmente uno stuolo di specialisti cerca di riportarla alla “sanità comunemente accettata”. Matilde, in realtà sta meditando sul significato di alcune parole, sul significato stesso del linguaggio, del silenzio, della comunicazione in tutta la sua complessità…

La promessa di Matilde rappresenta l’ambiziosa, e riuscita, opera prima di Cristina Rubino, giovane autrice pugliese che ne precisa la genesi nelle pagine conclusive: una lettura che rende accessibile anche ai profani alcuni aspetti del rapporto parola/significato, linguaggio/comunicazione.

Ne Le parole e le cose, di Gerardo Giordanelli, Vito fa ritorno al proprio paese d’origine, Niceto, dove vive presso una zia, a causa della perdita dei genitori. Un ritorno non privo di dubbi e di perplessità per una realtà cambiata profondamente ed alla svelta. Fra tutte, c’è una storia strana, della quale Vito ha solo qualche sensazione, vaghe impressioni… Come qualcosa di cui si cerca di afferrare il senso, senza però riuscire a coglierlo appieno. Soprattutto, è difficile valutare i discorsi della zia, nei quali i ricordi del passato si confondono con le paure del presente, le cose viste e con le cose solo immaginate. Starà al lettore giungere alla fine per scoprire la corretta chiave di lettura di tutta la vicenda…


Infine, segnaliamo l’uscita del secondo volume della trilogia Complanare Putta, di Felice Muolo, Cristo non si corica.

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