“Esiste un curioso legame tra la scrittura di gialli e il cibo”
La citazione è tratta dalla presentazione del simpatico volume Creme & crimini - Le ricette deliziose e criminali di Agatha Christie e, curiosamente, ad affermare una verità che tutti gli appassionati di gialli certamente condividono, è Jeffery Deaver, uno scrittore che di cibo, nei suoi romanzi, dice proprio poco: come ha spiegato in un’intervista, l’azione è così vorticosa e la ricerca del colpevole si svolge in un lasso di tempo troppo breve perché i protagonisti possano permettersi di mangiare!
È evidente, allora, che tutto dipende dal luogo e dal tempo in cui il romanzo è ambientato, oltre, naturalmente dal periodo in cui è stato scritto. Se ci riferiamo, ad esempio, ai più classici gialli inglesi - quelli di Agatha Christie, per intenderci -, allora la prospettiva cambia.
Perché la consumazione del cibo – sia esso l’abbondante colazione servita dalla governante, l’imperdibile pausa dedicata al tè pomeridiano o la cena fra amici servita in hotel di lusso – non solo costituisce un momento integrante della trama e contribuisce a creare l’atmosfera più adatta, ma, spesso, offre l’occasione stessa perché un crimine venga commesso.
Quanti delitti, infatti, sono legati ad un avvelenamento o al colpo inferto con un utensile da cucina?
Molti: ad un’acuta osservatrice e appassionata amante della buona cucina come Agatha Christie, il legame fra cibo e crimini deve essere apparso indissolubile.
Ecco perché questo libro di ricette, arricchito da citazioni e da fotografie, offre al lettore l’opportunità di ritrovare a tavola, fra i piatti che essi stessi hanno gustato in un romanzo, i protagonisti che così bene ha imparato a conoscere, e, insieme, l’occasione di ripercorrere le tappe più significative della vita e dell’opera di una scrittrice dal talento insuperabile.
A tavola, come con la macchina da scrivere.

Lidia








