Il primo è ritorno di un grande classico. Si tratta di Cuore di tenebra di Joseph Conrad, uno dei maggiori scrittori in lingua inglese di tutti i tempi. Molto si detto e si è scritto di questo capolavoro. Come precisato nella postfazione della traduttrice Francesca Avanzini, sarebbe come “aggiungere una goccia d’acqua al mare, tanto vasta è la letteratura che lo riguarda e tanti sono gli autorevoli interventi che esso ha suscitato”.
Qui basti, perciò, qualche breve considerazione.
Frutto anche delle esperienze fatte nel 1890 dal Capitano Korzeniowski (colui che come scrittore prenderà il nome di Joseph Conrad), a bordo di un vaporetto che ha percorso il fiume Congo, Cuore di tenebra è più di un testo che racconta un’avventura interessante: è anche, e soprattutto, un viaggio di iniziazione e di ricerca. Un itinerario spirituale che esprime indirettamente una valutazione etica e antropologica rivoluzionaria, per l’epoca, circa la superiorità di una cultura rispetto ad altre. Il protagonista e gli altri personaggi, con le prove che sono chiamati a superare, diventano simboli di un’intera generazione, forse persino di un’intera civiltà, cui la natura, la vita selvaggia rimangono incomprensibili, diventano anzi pericolose e insidiose. La stessa ottica rivoluzionaria si esprime anche con un’innovazione a livello stilistico legata all’espressione del punto di vista che, in questo contesto, diventa in un certo senso più importante della storia stessa.
Molto interessante è anche il contributo della traduttrice circa la peculiarità della lingua di Conrad, che si esprime anche tecnicamente, e che pone diversi problemi connessi alla sua traduzione. È proprio in quest’ottica che è stata riproposta una nuova versione di Cuore di tenebra, una versione che “ha cercato di mantenersi il più possibile aderente al testo, senza tradire, si spera, l’italiano, pur preferendo a volte la durezza alla fluidità o alla facilità di espressione al fine di mantenere intatti il significato o il suono originali. Se sia riuscita nell’intento è compito del lettore stabilire”.

Lidia








