Intervista a Marco Vespa

Nata in riva al mare Marsilio pp. 160, € 14,00

Lidia Gualdoni - L’incipit del romanzo - come altre scene -, mi è sembrato particolarmente “cinematografico”: si tratta di una sua precisa tecnica di scrittura?

Marco Vespa - Quello che nella scrittura di un romanzo, di un racconto, mi sembra sempre di grande importanza è far “vedere” al lettore ciò che accade. La nostra stessa vita, nello svolgersi, è un insieme di immagini. Quelle che viviamo in questo momento - la tastiera, lo schermo, la stanza, i libri intorno, dalla finestra il porto e il mare abbagliante… Quelle immagini che abbiamo vissuto e che ritornano, diventano ”adesso” con il ricordo. Quelle che speriamo o temiamo di dover vivere più tardi, domani, più in là nel tempo. Ma tutto diventa “ora”, in questo momento. Come in un film. Si procede per sguardi. Mi sento vicino ai modi dell’école du regard.    

- Anche la struttura dei dialoghi, che non saprei come definire se non “frammentati”, mi è sembrata  molto particolare. Si può dire che il non-detto sia importante almeno quanto il detto?

Sì, il non-detto è importante quanto il detto. Ed è un procedimento che mettiamo costantemente in atto. Nei momenti di luce e di ombra, nei sogni. I dialoghi più lunghi, poi, sono quelli che intratteniamo con noi stessi: sì, no, bene, male, faccio così, cosà, lui mi ha detto, le dirò… Il moto perpetuo dei nostri pensieri frammentati. In Nata in riva al mare i dialoghi mostrano un mondo dove il segreto è forte e presente. La Sicilia è terra di segreti. Dagli affari, ai sentimenti, ai fatti di famiglia… E si esprime di più con poche parole, a volerne capire il senso, come tra i così detti “uomini d’onore”.

- La scelta di questo particolare periodo storico italiano è funzionale alla vicenda narrata? La Sicilia è cambiata da allora?

In Nata in riva al mare tutto avviene alla fine degli anni Ottanta. La Sicilia è più che mai luogo di eccessi, di sentimenti scomposti, di grandi e piccole mafie, dell’arroganza del potere politico ed economico, di intrecci a destra come a sinistra… dei Socialisti che si affermano. C’è tutta una buona borghesia professionale che collabora e fa affari col malaffare. Maria Trigona, il personaggio principale del romanzo, un’affascinante notaia, racconta con i propri sentimenti, con le proprie emozioni la sua storia di donna che vuole sapere come vanno le cose dietro le maschere che lei stessa indossa. La Sicilia è cambiata da allora. Cambia perché cominciano a cadere i segreti di malefatte e misteri. Tanti appartati eroi, fra i magistrati, le forze di polizia, i giornalisti e qualche coraggioso politico sono stati uccisi per questo. Che ci sia una volontà politica di sconfiggere la mafia e il pensiero mafioso non ancora.    

- Vorrei chiederle infine di parlarci dei luoghi scelti come ambientazione della vicenda: sono reali o immaginari?

Sono reali i luoghi, con qualche trasfigurazione. Che sia Catania o Palermo poco importa, è Sicilia, e con la sua irredimibile insularità d’animo. C’è la bellezza della Sicilia e il suo sofferto degrado ambientale che sembra sfuggire a ogni possibilità di controllo. Speriamo si ponga un freno - anche autoritario - allo scempio di colline, montagne, paesaggi, tesori architettonici. C’è un continuo scambio fra coscienze e luoghi di vita, e se l’uno si perde l’altro segue, e viceversa.  
 
Torna all’introduzione

Peeplo News

Attualità e Notizie su Peeplo News.

Cercale ora!

Ultimi interventi

Vedi tutti