Intervista a Laurie King

L'autrice americana che ha riportato in vita non solo Sherlock Holmes, ma anche una sua versione "femminile"

Lidia Gualdoni - Come è nata l’idea di Mary Russell, il suo personaggio principale?

Laurie King - Volevo esplorare l’idea di come sarebbe stata una Sherlock Holmes al femminile – quanto sarebbe stata simile all’originale, e quanto sarebbe stata diversa. E poiché due oggetti simili sono più interessanti se posti vicini uno all’altro, ho scelto di far sì che fosse sua contemporanea, piuttosto che crearla come una persona che vive, diciamo, a San Francisco nel 1980.

Crede che Sherlock Holmes avesse bisogno di un’assistente femminile per essere “completo”?

Spero di no, perché Russell non lo assiste poi così tanto. Lei lo sfida, discute con lui, tira fuori il meglio di lui, ma solo occasionalmente lo aiuta davvero con qualcosa che Holmes le chiede di fare. Tuttavia, sì, penso che una volta nella sua vita – nel momento in cui Holmes (secondo arthur Conan Doyle) si è ritirato da Baker Street e sta cercando di costruirsi una vita diversa -, un’apprendista come Mary Russell è esattamente ciò di cui lui ha bisogno, per potenziare le sue abilità e per allargare il suo orizzonte. L’Inghilterra nel suo insieme è cambiata profondamente con lo scoppio della Grande Guerra e credo che Holmes non avrebbe fatto di meno. La presenza di Russell lo aiuta a crescere.

Sherlock Holmes è uno dei personaggi che ha avuto il più alto numero di “avventure postume” – postume rispetto a Arthur Conan Doyle - come si spiega questo fatto?

Ogni persona che si siede a scrivere una storia criminale, lo fa con Sherlock Holmes da qualche parte nella sua esperienza precedente. Qualcuno di noi sceglie semplicemente di renderlo nuovamente attuale, e di mettersi faccia a faccia con le origini dell’archetipo del detective.

In Italia è stato pubblicato l’anno scorso L’apprendista e l’apicultore, e ora Il gioco. Una scelta che non segue la pubblicazione cronologica dei suoi libri: non crede che in questo modo rischiamo di perdere qualche cosa dell’“evoluzione” di Mary Russell?

Mi sta chiedendo se il mio editore italiano pubblicherà anche tutti i libri nel mezzo? Sì certo! Ma è un problema, quando una serie copre più di tredici anni, decidere se pubblicare i romanzi in sequenza - e così trascinarli uno dietro l’altro -, oppure far sì che siano i libri più recenti ad essere disponibili e infilarci le avventure mancanti quando il tempo lo permette. Infatti, Il gioco era uno di quelli più adatti da pubblicare subito, perchè riesce ad essere interessante per tante diverse ragioni - è un’avventura esotica che non dipende dai romanzi precedenti per capire i personaggi. E con un po’ di fortuna, andrà abbastanza bene da incoraggiare la pubblicazione degli altri!

Com’è stata in grado di descrivere posti così esotici e sconosciuti, come l’India del 1924? È mai stata in quei luoghi o è il risultato delle sue ricerche?

Ho trascorso del tempo in India e mio marito è cresciuto là, negli anni Venti, così ho usato i suoi ricordi per alcuni dettagli. Ma questo è uno di quei periodi con tale una ricchezza di materiale per chi fa ricerche: sembra quasi che ogni visitatore inglese abbia spedito a casa lettere che più tardi sono state raccolte! Quando faccio ricerche su un periodo e su un luogo, comincio sempre con delle guide di quell’epoca. La mia guida era appartenuta ad un soldato appostato nel nord dell’India nel 1919 (ha scritto il suo nome e il luogo sulla prima pagina). Ho anche le prime guide Bedekers della Palestina, dell’Inghilterra e di altri paesi, e le ho trovate ricche di personalità e di vivaci dettagli di vita e di viaggio. Sono poi abbastanza fortunata da vivere vicino ad un’università con una buona biblioteca per le ricerche, così posso leggere estratti del London Times (dai microfilm – poveri i miei occhi!), chiedere in prestito da altre biblioteche libri come la guida Baden-Powell del 1924 sullo sport della caccia al cinghiale.
Il principale problema con la ricerca, per una ex- accademica come me, è fermarsi, e andare avanti a scrivere. Dopo aver speso buona parte dello scorso anno a fare ricerche sull’Anarchismo e sulle politiche radicali degli anni Venti in Inghilterra, ora sto leggendo libri sulle api e sugli apicoltori, per la prossima avventura di Russell e di Holmes nel Sussex. Non c’è niente come una vita “varia”, dico io!

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