Dal libro al film, tradurre senza tradire

Dall'amico Mauro, il commento a due film tratti da altrettanti romanzi: "Revolutionary road" e "The reader"

Ho avuto il piacere di vedere due film dopo averne letto i romanzi da cui sono stati tratti “Revolutionary road” da I non conformisti di Richard Yates e “The reader”, da A voce alta di Bernhard Schlink, entrambi trasposizioni fedelissime dei libri, entrambi con la stessa attrice protagonista, una davvero brava Kate Winslet: una delle rare occasioni in cui il film non delude e non rovina il fascino dell’ immaginazione che traspare dalle pagine scritte.

Il primo, impietosa descrizione della middle class americana negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, il boom economico , le speranze per un futuro migliore, i sogni che non sempre si avverano. Le difficoltà del menage familiare, le tentazioni delle colleghe d’ufficio… emblematica la figura dello “scemo del villaggio”, un vicino di casa già ricoverato in manicomio e, nonostante il suo stato, l’ unico a compiere una perfetta introspezione psicologica dei due protagonisti ed a capire perfettamente come la realtà sia ben diversa dalle apparenze.

Il secondo, fino a che punto siamo disposti a mantenere un segreto? Rispettare la volontà della persona amata fino a rinunciare a salvarla dall’ ergastolo? Amore per una donna, amore per i libri: un unico sentimento, che ha due obiettivi così diversi, è il filo conduttore della trama, e “attrice non protagonista” si potrebbe definire la sensibilità tipica dei bibliofili, ben messa in evidenza con le scene in cui il giovane studente si isola dai coetanei e respinge le avances delle coetanee, situazione ben nota a chi predilige naufragare tra le pagine di un libro anziché deliziarsi con attività di tutt’altro spessore.

Mauro

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