Adonis, il poeta arabo più conosciuto in occidente, giovedì 9 aprile a Novara presenterà a raccolta di saggi la preghiera e la spada e l’antologia la lingua del peccato edito da Interlinea.
L’appuntamento che il festival Scrittori&Giovani propone per la sera del giovedì santo è di livello mondiale: a Novara arriverà Adonis il maggior poeta arabo vivente, più volte candidato al nobel, uno dei vertici assoluti della poesia contemporanea. Adonis è personaggio e poeta straordinario che, in esclusiva per Scrittori&Giovani affronterà, nella sala della Prefettura di Novara alle 21, il tema del difficile rapporto tra Islam e Occidente. L’analisi prenderà le mosse dalla raccolta di saggi La preghiera e la spada e poi saprà farsi strada attraverso l’anima del poeta, luogo ideale in cui civiltà profondamente diverse possono incontrarsi e dialogare. Durante la serata Adonis avrà modo di presentare, nell’unica data italiana, la raccolta di poesie recentemente edita da Interlinea la lingua del peccato. Quello che si configura come uno degli appuntamenti liricamente più alti del festival Scrittori&Giovani, è certamente ben inserito nel periodo pasquale e nel complesso panorama dell’attualità internazionale.
L’autore
Adonis, il maggiore poeta vivente di lingua araba, più volte candidato al Nobel, è una delle voci più autorevoli contro l’estremismo islamico. Nato in un villaggio siriano nel 1930 da una famiglia di origine contadina, ha compiuto gli studi universitari a Damasco laureandosi in filosofia. Successivamente si è trasferito a Beirut dove ha lavorato come insegnante e giornalista. Nelle sue opere, per lo più pubblicate in Italia da Guanda (come La preghiera e la spada e Memoria del vento), conduce un viaggio nella storia e nell’umanità, ricercando il dialogo attraverso la cultura e la poesia, ma ritornando sempre al luogo d’origine, che è come la sua anima. «Non mi rimani che tu. Mio paese antico, mio segreto…»
Dal libro La lingua del peccato (Interlinea)
La lingua del peccato
Brucio la mia eredità, dico: “la mia terra
È vergine, non ci sono tombe nella mia gioventù”.
Trascendo Dio e Satana
(Io mio sentiero è distante dai sentieri
Di Dio e Satana).
Attraverso nel mio libro
Nel corteo del fulmine rilucente
Nel corteo del fulmine verde
E grido e:
“non c’è Paradiso né Caduta dopo di me”
Cancellando così la lingua del peccato.
Eccolo che abbraccia la terra leggera.
Per maggiori informazioni www.novara.com/scrittori&giovani
0321 612571 - ufficio stampa Interlinea

Lidia








