I miei ricordi scolastici collocano Dylan Thomas in un clima letterario dominato, da una parte, dalla corrente marxista-sociologica, dall’altra, dal surrealismo. Pur essendosi nutrito delle suggestioni di entrambe queste correnti, egli seppe usare le due tradizioni in un modo del tutto personale.
Un rivoluzionario, si potrebbe definire, se pensiamo al suo rifiuto dei temi che caratterizzarono la poetica degli anni Trenta/Quaranta, così come di ogni vincolo culturale, una personalità forte ed originale.
Sopratutto i suoi inizi sono espressione di grande vitalità: il continuo fluire di immagini che si susseguono una dopo l’altra, con estrema rapidità, l’intensità del simbolismo, le parole usate come elementi di formule alchemiche, il costante passaggio dal macrocosmo al microcosmo, dalla natura all’uomo, dal biologico al mentale, dalla vita alla morte… tutto contribuisce a definire il senso delle sue personali esperienze e della grande unità che lega la vita nell’universo.
Qui, più che in altri casi, dunque, vita e opere sono in stretto rapporto: “una vita inquieta che lo affliggeva ovunque andasse e che è intimamente legata alla sua produzione lirica”, come ha scritto Gian Paolo Serino nella prefazione della “monumentale” biografia di Dylan Thomas, firmata da Paul Ferris, tra i maggiori esperti mondiali del poeta, pubblicata in Italia da Mattioli 1885.
Ed è difficile trovare parole migliori di quelle di Serino per esprimere in modo esauriente il valore di un’opera frutto di una lunga e approfondita ricerca effettuata dall’autore fra Gran Bretagna e Stati Uniti.
Una vita da romanzo, sempre in bilico fra realtà e poesia, quella di Thomas, spericolata, controcorrente, persino quando, frequentatore degli ambienti accademici – inglesi prima e americani poi – interagiva con il pubblico accorso ai suoi reading, a seconda del suo umore alcolico, divertendo, insultando o mordendo i presenti.
I quindici capitoli di Dylan Thomas. Essere un poeta e vivere di astuzia e birra, conducono il lettore alla scoperta dell’ambiente e delle circostanze che hanno visto la nascita delle sue opere più importanti: la famiglia e le sue origini, la casa dove visse, la scuola in cui studiò e gli inizi come poeta, le sue esperienze come cronista, attore e poeta, Londra, la moglie e il matrimonio. E poi la guerra, i viaggi in America, le ristrettezze economiche, la dipendenza dall’alcool, il crollo e la morte.
Completano il prezioso volume una serie di fotografie, il poscritto dedicato all’“industria Dylan Thomas”, con riferimento agli eventi che, dopo la sua morte, contribuirono ad alimentarne la leggenda, e l’appendice con due poesie inedite, La Danseuse - La ballerina, scritta da bambino – e For as long as forever is – Per quanto tempo dura l’eternità, del 1936 circa.
Concludono questa biografia che, ricca di citazioni e di riferimenti alle opere, diventa una “pietra miliare” nella produzione critica dedicata a Thomas, le note e una dettagliata bibliografia.
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Dylan Thomas
Un'accuratissima biografia a cura di Paul Ferris, esce in Italia per Mattioli 1885: "Dylan Thomas. Essere un poeta e vivere di astuzia e birra"Le categorie della guida
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