L'altra faccia della luna

La nuova prova della scrittrice Elda Lanza regala ai lettori il fascino di una storia, nello stesso tempo, forte e commuovente , tenera e dolorosa. E una donna indimenticabile

Ho avuto il piacere, e l’onore, di conoscere Elda Lanza due anni fa, in occasione di un incontro con l’autrice, avvenuto in occasione dell’uscita del suo romanzo Una stagione incerta. Fino ad allora non era che un nome sulla copertina di un libro, il nome di una scrittrice e giornalista che ho cercato invano di collegare ad una persona in carne ed ossa, visti suoi i trascorsi da “primo volto della televisione in Italia”, ma che è diventato, subito dopo quel primo incontro, il nome di “un’amica”.
Di una persona, soprattutto, ricca di umanità, di esperienze e di storie da raccontare.
Nel suo ultimo L’altra faccia della luna, ritroviamo alcuni elementi che avevano contraddistinto il precedente romanzo: il difficile percorso psicologico della protagonista, e poi il dolore per una perdita, la malattia, le diverse abitazioni. Anche qui, inoltre, l’autrice dimostra la sua profonda capacità introspettiva, grazie alla quale riesce a dar vita ad un personaggio femminile che rimane davvero nel cuore di chi legge.
La protagonista è una giovane redattrice di successo che porta il segno di profonde ferite psicologiche, dovute a ripetuti abbandoni - da parte dei genitori prima, della persona amata, poi.
E’ così che, nella conseguente ricerca di amore, dovrà far luce anche sulla propria diversità sessuale, che costituisce uno dei principali temi affrontati, con coraggio e coerenza, da Elda Lanza.
Le ambientazioni sono molto originali, oltre che varie, e tutti i personaggi, sia femminili, sia maschili, le cui caratteristiche fisiche e caratteriali vengono perfettamente delineate anche in poche righe, assumono un ruolo per nulla da comprimari.
Ma, soprattutto, l’autrice ha saputo creare un equilibrio davvero esemplare fra le varie parti del romanzo. I temi, anche delicati, che ha affrontato, primo fra tutti l’abbandono, ma anche i rapporti amorosi in generale, i legami omosessuali con il loro forte erotismo, potevano prevalere uno sull’altro. Invece il risultato è una storia molto equilibrata nelle sue parti che, nel linguaggio usato, come nelle scene descritte, rimane “impeccabile”, grazie anche ad una scrittura elegante, emotiva, ma sempre accessibile.

Ed ora non mi rimane che proporvi l’interessante intervista ad Elda Lanza

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