Laura Bosio, raffinata autrice, il cui percorso letterario presenta una forte valenza spirituale, ha costruito un romanzo dalla struttura piuttosto particolare, intorno ad un viaggio - che è stato tutto suo personale, e che non è si è ancora concluso - alla scoperta di Annunciazioni da interrogare.
E’ dunque in una continua ricerca che si trovano le motivazioni della ripubblicazione di questo libro per Longanesi: l’autrice, che non ha mai smesso di interrogare e di interrogarsi su questo tema e di raccogliere elementi, ha potuto aggiungere materiale inedito alla prima edizione, avvenuta per Mondadori nel 1997.
Dalla Madonna dipinta da Luca Signorelli, conservata a Volterra, il cui sgomento non abbandonerà più la protagonista/Bosio, si snoda un viaggio alle radici storiche, letterarie, psicologiche, mitologiche, etimologiche e, naturalmente, religiose di questa figura che non è più solo la vergine raccontata nel Vangelo di Luca, ma assume contorni di estrema, drammatica, modernità.
I numerosi capitoli, che, molto semplicemente, hanno come titolo le prime parole del capitolo stesso, sono dedicati ad un tema specifico, primo fra tutti quello molto sentito dall’autrice, la paura, che non dev’essere considerata come qualcosa che inibisce l’azione, ma che, al contrario, dopo un primo momento di smarrimento, porta al superamento del pericolo stesso. A questo si aggiungono, fra l’altro, il silenzio ed il simbolismo che si nasconde dietro l’ombra, una pietra, un fiore, un albero, un animale…
Il risultato è una lettura che porta il lettore a cogliere le infinite quanto inaspettate corrispondenze che percorrono culture lontane fra loro, nello spazio e nel tempo, miti e leggende che si sono contaminati l’un l’altro, senza tuttavia privilegiare un’analisi di tipo esclusivamente comparativo.
E ad un testo tanto ricco di contenuti corrisponde, straordinariamente, un linguaggio facile e comprensibile, una scrittura limpida e lineare, risultato di un lavoro lungo e meticoloso che fa di questo un libro cui l’autrice è molto legata: i quattro anni che le sono serviti per scrivere Annunciazione le hanno procurato grande gioia e soddisfazione, diventando, con le sue paure e le sue contraddizioni, anche “rivelazione della protagonista a se stessa” - così come sarà, sicuramente, una rivelazione per il lettore.

Lidia








