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La fuga dei talenti

Attraverso le storie di 27 professionisti, tutti "scappati" all'estero, Sergio Nava ci spiega dove finiscono i nostri migliori cervelli, e perchè

Sergio Nava, giornalista con grande esperienza all’estero, con il suo ultimo libro, La fuga dei talenti – Storie di professionisti che l’Italia si è lasciata scappare (Edizioni San Paolo), ha voluto denunciare in modo dettagliato e con esempi concreti, una situazione di cui da tempo si parla, ma che non si affronta con la necessaria determinatezza, ovvero “l’emigrazione di molti giovani di talento, costretti a lasciare ogni anno e a migliaia il Paese più clientelare e immeritocratico dell’Europa occidentale”.

Se da una parte ci solleva sapere che le università italiane sono ancora in grado di formare giovani di talento, dall’altra è abbastanza deprimente venire conoscenza delle vicende che hanno portato alcuni di questi veri e propri geni, ad essere utilizzati da paesi stranieri, perché tagliati fuori da un sistema che non ha nulla a che vedere con il merito, ma che si basa quasi esclusivamente sulla raccomandazione e su processi selettivi poco trasparenti: dottorati e master non bastano, la carriera in Italia rimane priva di sbocchi, mentre all’estero, per chi possiede i requisiti di alcuni nostri ricercatori, ci sono istituti pronti a concedere borse di studio e prestigiosi posti di lavoro.

Eppure sono proprio loro che avrebbero potuto risollevare le sorti di questa nazione: ce lo confermano le 27 le storie di ricercatori, di professori universitari, di artisti, di appartenenti al mondo d’impresa, di ingegneri e architetti, medici, giornalisti, funzionari europei, tutti finiti all’estero, tutti per una scelta dettata più da necessità che dal desiderio di lasciare il proprio paese.
Qualcuno è anche tornato, ma probabilmente se ne andrà nuovamente.

Qual è allora l’obiettivo di questo libro?
Non certo scoraggiare chi ancora ha davanti anni di studio e di scelte difficili, né, certamente, deprimere il lettore comune, mettendogli sotto gli occhi una situazione profondamente radicata.
Credo che nelle intenzioni dell’autore ci sia sì una forte componente di denuncia, ma volta anche a stimolare una fattiva presa di coscienza e a dare alcuni segnali incoraggianti, oltre ad un poco di speranza, a quei giovani che sono le prime vittime di un sistema che vede il declino dell’Italia e la fuga dei talenti strettamente correlati.

Sergio Nava è anche autore del blog http://fugadeitalenti.wordpress.com/

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