Nel prologo del suo originale e istruttivo Capolavori incompiuti. Il gusto dell’imperfetto, Isabelle Miller riflette sul fatto che una bella storia si basa su tre elementi: una situazione iniziale, un’evoluzione che riservi delle sorprese, una fine che non si possa dimenticare.
Eppure le storie che l’autrice parigina ha scelto di raccontare vengono meno alla terza condizione, ovvero non presentano una fine, perché la fine manca, perché le opere d’arte trattate sono rimaste incompiute, perché ad un certo punto della creazione si è verificata un’interruzione.
Letteratura, cinema, musica, pittura, scultura, architettura… ovunque ci sono opere incompiute, forse in numero maggiore di quelle compiute, ma che sono rimaste comunque nella storia.
A volte la causa della loro incompiutezza è la mancanza di ispirazione, altre un abbandono per eccesso o sovrabbondanza, una fatalità, una costrizione, come la mancanza di denaro, la malattia o la morte dell’artista, ma anche le pressioni di mecenati e produttori.
Che si tratti di incompiutezze artistiche o finanziarie, politiche o amorose, più o meno annunciate, quel che importa alla Miller è la storia singolare che sta dietro un “non finito”, e per raccontarcela si inoltra nelle motivazioni e nei progetti dell’artista, nelle condizioni della creazione, nelle difficoltà intrinseche o legate al contesto storico e sociale, che ha reso l’opera incompiuta accettata o considerata, a seconda dell’epoca in cui ha visto la luce, inaccettabile.
Non è un caso che in latino il perfectum, il perfetto, è il tempo dell’azione compiuta, mentre l’imperfectum, l’imperfetto, è il tempo dell’azione nel suo svolgimento, ed è proprio il tempo a costituire una componente fondamentale nel lavoro di creazione.
“Raccontare storie di opere incompiute – conclude l’autrice nel prologo – è mettere in luce la vita dell’opera: cosa c’è di più incompiuto della vita?”
Gli Schiavi di Michelangelo, destinati al sepolcro di Giulio II, un monumento alla gloria della Chiesa capace di competere con i mausolei degli imperatori romani; Giacomo Puccini e Turandot; Jean Renoir, Pierre Braunberger e Una gita in campagna; Marilyn Monroe e il film Something’s Got t Give; Truman Capote e le sue Preghiere esaudite; L’‘album perduto’ dei Velvet Underground; le tele incompiute di Turner; l’altra Commedia Umana di Balzac; I 53 Giorni di Georges Perec; la Cattedrale di Siena; la Sagrada Familia di Antoni Gaudì.
Sono queste le undici opere scelte, e le relative storie, raccontate da Isabelle Miller, cui va il merito di saputo attingere in modo coerente in un’immensa documentazione, di aver saputo padroneggiare i linguaggi appartenenti i più diversi campi artistici, rendendo la narrazione allo stesso tempo precisa e accessibile.
Capolavori incompiuti diventa allora un insieme di racconti dove alla Storia, che fornisce l’ambientazione, i personaggi principali e le motivazioni di quello che si preannunciava come un capolavoro, si aggiungono aneddoti e curiosità, nonché ipotesi e congetture – quando a mancare sono le certezze –, sulle circostanze che hanno impedito di portare a compimento l’opera. L’unico appunto che è possibile muovere, è relativo alla mancanza di un apparato iconografico, che avrebbe reso ancora più completa un’opera già esauriente e stimolante – una scelta che vuole forse lasciare al lettore il piacere della ricerca e della scoperta.
Nonostante le numerose candidature di soggetti adatti ad essere inseriti in questo saggio, anche questo libro doveva arrivare ad una fine. Ma interrompere un libro che presenta una serie è come non portarlo a conclusione.
Per dare una parvenza di compiutezza, sarebbe bastato fermarsi a dieci capitoli, o puntare sul dodici, numero insieme binario e ternario, grazie al quale il tema poteva considerarsi esaurito.
Fermarsi a undici, invece, significa ribadire “direzioni invisibili” che il cultore o il lettore può intraprendere in modo del tutto indipendente, in questo emozionante quanto curioso viaggio fra il primo abbozzo e il capolavoro, dove le opere sono lì, quasi in attesa di qualcuno che deve venire.
Isabelle Miller
Capolavori incompiuti. Il gusto dell’imperfetto
Angelo Colla Editore, 2009
Pagine 184 - Euro 19,00

Lidia








