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Parole d'alba. Conversazioni filosofiche

Tre interlocutori offrono al noto filosofo francese André Comte-Sponville l'occasione di raccontare una filosofia frutto di esperienze vissute ma, soprattutto, al servizio della vita stessa

André Comte-Sponville è un noto filosofo francese contemporaneo. Autore di una quarantina di libri di successo, intende la filosofia come “arte del ben vivere” o del vivere meglio, perché si tratta di una “pratica” che ha senso solo se al servizio di una vita più lucida, più libera, più felice.
In quest’ottica, il suo Parole d’alba. Conversazioni filosofiche, pubblicato da Angelo Colla Editore, si rivolge al lettore come ad un amico, senza precauzioni, come lo stesso autore afferma nella sua introduzione, senza elaborazioni secondarie, senza maschera: solo qualche idea, qualche ricordo, “come traccia di una camminata, tra fiducia e riflessione, pensiero e racconto”.

E in questa “passeggiata”, André Comte-Sponville è accompagnato da Judith Brouste, Charles Juliet e Patrick Vighetti, con i quali ha intrapreso una specie di corrispondenza, di dialogo epistolare: alle loro domande, pervenute per posta, ha risposto scrivendo il più possibile di getto, senza piano, senza preparazione, senza verificare riferimenti o citazioni, quasi senza correzioni.
Il risultato è un libro, “fragile e imperfetto”, forse, ma certamente ricco di profondi spunti di riflessione, resi accessibili al lettore grazie ad un linguaggio diretto e colloquiale. Diviso in tre parti a seconda degli interlocutori e degli argomenti trattati, Parole d’alba, non appare mai come una dottrina filosofica, ma come strumento per pensare, e quindi per vivere meglio.

Ne Oltre la disperazione, la conversazione con Patrick Vighetti, il discorso parte da una riflessione sulla filosofia e sul ruolo del filosofo che è semplicemente chi si serve della ragione per riflettere sulla vita, per liberarsi delle proprie illusioni e, se può, per essere felice. In questo senso, siamo tutti più meno filosofi, dato che, nel momento in cui si riflette sul senso della vita, sulla felicità, sulla morte, sull’amore, sulla giustizia… si fa filosofia. Persino chi nega sia necessario filosofare, in fondo, nel momento stesso in cui cerca di capire il perché di questo rifiuto, già fa filosofia!
Certo è necessario passare da quella che viene considerata pur sempre un’opinione, anche se più elaborata e rigorosa, ad una forma di saggezza semplice, cui si lega l’idea della solitudine: “L’isolamento, in una vita umana, è l’eccezione. La solitudine è la regola. Nessuno può vivere al posto nostro, morire al posto nostro, soffrire o amare al posto nostro. E’ quello che chiamo solitudine: un altro nome per lo sforzo di esistere. Nessuno porterà il nostro fardello, nessuno”.
La vita sociale, i valori individuali e le convenzioni comuni, la vita politica, la democrazia, la disperazione e la speranza sono solo alcuni delle tematiche approfondite in questa conversazione con Patrick Vighetti.

Continua…

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