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Fragile

La stanza di un ospedale, apparentemente anonima e asettica, diventa per Anna, un'adolescente che soffre di "disturbi alimentari", un caldo rifugio, il luogo dove trovare dare un senso alla sua sofferenza e dove cominciare una nuova vita

Laura Bonalumi è una scrittrice di talento e nel suo ultimo romanzo Fragile (FaraEditore) offre al lettore un testo originale, commuovente e, soprattutto, profondo.
La storia è quella di Anna, Anna la Fragile, una sedicenne ricoverata in ospedale che, come le vicine di stanza, soffre di “disturbi alimentari”. Ha perso, con il peso, il controllo del suo corpo e, soprattutto, fa fatica a gestire quel che pensa la sua testa:
“Facciamo paura, rappresentiamo una concreta minaccia di insuccesso. Sorvegliate a vista, come fossimo criminali… non hanno capito che mai nessuna oserà il suicidio: non hanno capito niente. La nostra agonia è stata accuratamente scelta, il nostro decadimento fisico volutamente provocato: è la celebrazione del martirio quotidiano. Lo scopo è chiamare aiuto. Attraverso i nostri corpi debilitati chiediamo aiuto. Cos’altro c’è da capire?”

Eppure, nonostante non ci sia nulla da capire, nonostante gli sforzi di recuperare rapporti familiari inesistenti o da tempo deteriorati, nonostante i tentativi di cura, mirati a far recuperare progressivamente il peso e le forze, spesso qualcuno non ce la fa.
Ma la morte può nascondere un messaggio di speranza e al senso di perdita può sostituirsi la sensazione di una presenza “diversa” e consolante: è la forza di una dimensione della realtà sconosciuta ai più, ma in cui molti hanno bisogno di credere.

Quando ci si imbatte in corpi consunti, in visi emaciati e spenti alla vita, siamo colti dalla pietà e dalla commozione, turbati da una patologia che crediamo di conoscere e che dimostra invece tutta la nostra impotenza. Ci vengono descritti figli dimenticati, lasciati soli, oppressi dalle aspettative di genitori superficiali, assenti e insoddisfatti. Adolescenze segnate dal rifiuto di crescere, la cui volontà sembra esercitarsi esclusivamente nella crudele dittatura del rapporto con il cibo. Allettanti modelli di magrezza diventano l’unico scopo di chi è alla ricerca di una perfezione astratta e irraggiungibile.
Il cibo diventa allora strumento di ribellione, veicolo di messaggi che rimangono per lo più inascoltati. Semplice mezzo per fornire calorie – contate e ricontate nel piatto con ossessione –, il cibo viene consumato su una tavola fredda di affetti, in cui si riflette tragicamente la solitudine di una giovane vita e la mancanza di serenità.

Anche nel caso di un tema così emotivamente coinvolgente e non semplice da trattare con il necessario distacco, Laura Bonalumi ha dimostrato di saper padroneggiare la trama e, soprattutto la psicologia dei personaggi, le loro angosce ed i drammi che si consumano nel ristretto spazio di un’ala d’ospedale.
Un talento sobrio e capace di andare al di là delle apparenze, dietro le quali si nasconde un mistero che solo chi sa aprire il proprio cuore potrà comprendere:
“E’ la speranza che entra nei loro cuori, la vita che torna a pulsare nei petti, la luce che vince il buio della fine; la rinascita di riesce a sconfiggere il male, di chi comprende che ovunque c’è speranza. Cerchiamo una fede che possa guarire l’umano sbagliare, ma è in noi la risposta a quello che chiediamo”.

Sono pagine di una bellezza struggente, che diventano riflessione sul senso più ampio della nostra esistenza, le sue contraddizioni e le difficoltà che siamo chiamati a superare ogni giorno, in quel viaggio appesantito da orgoglio, superbia e odio che è la vita.
Ma non siamo soli: per proseguirè con serenità il cammino, basta riuscire a sentire la presenza della guida che ciascuno di noi ha, e con essa sentirci completi, rassicurati e protetti.

Commenti dei lettori

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  • Maria Grazia Guzzi

    30 Oct 2009 - 14:34 - #1
    0 punti
    Up Down

    ‘Fragile’ accoglie con pieno rispetto chi viene invaso da una malattia prepotente e invalidante proponendo, con grande umiltà, un possibile sguardo di vera speranza.

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