Platone segugio e i delitti della monade

Il nuovo ed originale thriller storico di Silvio Aparo sulle origini ebraico-cristiane della civiltà occidentale

Ambientare un delitto nella Siracusa del 388 a.c., durante il governo del crudele tiranno Dioniso, ed affidare le relative indagini niente meno che al filosofo Platone, chiamato in aiuto da un circolo di pitagorici, potrebbe sembrare, a prima vista, un’operazione piuttosto azzardata o, quanto meno, difficoltosa.
Invece, Silvio Aparo, giornalista siciliano e affermato autore dei noir Io ti ho già visto e I delitti della Calza di Nylon, ha indubbiamente vinto questa sfida, superando in modo brillante nel suo ultimo lavoro - il thriller storico Platone segugio e i delitti della monade -, tutte le insidie del romanzo storico unito ad una trama investigativo/filosofica.
Ma andiamo con ordine.
In una Siracusa divenuta, grazie ai numerosi contatti con popoli diversi, centro culturale e religioso dell’isola, Dione, cognato del tiranno, ha fondato un circolo platonico, cui si affilia un gruppo di pitagorici. Uno di loro, Filolao, muore però in circostanze tanto sospette da spingere gli altri adepti a chiedere l’intervento di Platone: la sua morte, infatti, “non è giunta per un incidente o per una casualità fortuita, ma è stata l’effetto di una precisa volontà omicida”, così come è accaduto ad altri confratelli sparsi per tutta la Grecia e le sue colonie in tanti anni.
A questa morte segue inoltre una serie di sventure o di situazioni “avventurose”, come inseguimenti fra i vicoli cittadini, incontri inaspettati, minacce più o meno credibili ed altre morti.
L’allarme si è così dimostrato reale, anche perché in gioco non c’è solamente la scoperta di un assassino e la credibilità dei discepoli, ma, soprattutto, il primato immateriale della fede, la successione a Pitagora nella trasmissione del sapere esoterico e le basi di una nuova filosofia.
Solo il perspicace filosofo, capace di applicare le sue doti logico-deduttive ad una serie di situazioni contingenti, riuscirà a risolvere l’intricato mistero in cui è stato coinvolto.

Ho accennato a possibili “insidie”, prima fra tutte la scelta del registro espressivo: Silvio Aparo è riuscito a trovare una mediazione fra la necessità di usare un linguaggio che si adattasse perfettamente all’epoca ed ai protagonisti ed il bisogno di non appesantire la trama con espressioni troppo lontane dal nostro moderno sentire.
Fra le difficoltà pienamente superate, quella relativa alle indagini, che risultano coerenti con le cognizioni dell’epoca: nessun passo falso, e la soluzione dell’intera vicenda appare più che mai logica.
Anche la parte filosofico/religiosa, infine, le cui conclusioni sono frutto delle originali elaborazioni dell’autore, appare comunque ancorata a solide basi di documentazione, grazie alle quali si raggiunge un perfetto equilibrio fra realtà storica e finzione.
Il risultato è dunque un racconto avvincente e credibile, sia nella rappresentazione psicologica e fisica dei personaggi, sia nella descrizione dei luoghi che fanno da sfondo all’azione – il porto e la sua frizzante attività, gli stretti vicoli dove si nascondono mille insidie, la casa di un nobile, espressione di ricchezza e potere, in forte contrasto con le abitazioni costruite con mezzi di fortuna e materiali di recupero…
Per tutti questi motivi, Platone segugio e i delitti della monade è un viaggio dell’intelletto e dello spirito, un grande e interessante affresco storico e culturale che riporta in vita i protagonisti di un’epoca ricca di contraddizioni, ma anche di enormi potenzialità.

Silvio Aparo
Platone segugio e i delitti della monade
Melino Nerella Editore
Pag. 264 - Euro 13,90

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