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Chil Rajchman, Io sono l’ultimo ebreo

Il racconto, impietoso e commuovente, di dieci mesi trascorsi nell’inferno del lager di Treblinka

Protagonista e voce narrante del libro è un barbiere. Quel che ci racconta è la sua esperienza nel lager di Treblinka, dal viaggio nel vagone piombato fino all’arrivo a Varsavia (1942-1943). Quando arriva nel lager, Rajchman ha ventotto anni. Separato dalla sorella minore, diciannovenne, subito uccisa nelle camere a gas, l’uomo si salva improvvisandosi “barbiere” (rade le donne prima del gas) e poi“dentista” (strappa le corone in oro ai cadaveri), mentre assiste alla costruzione dei forni e al funzionamento delle fosse comuni. Nella primavera del ’43, però, il campo si ribella e Rajchman riesce a fuggire: mentre molti compagni vengono uccisi, Rajchman raggiunge Varsavia, dove era in corso la resistenza del ghetto, e lì resta nascosto fino al gennaio 1945.

È così che si salva: uno dei 57 sui 750.000 ebrei deportati a Treblinka.

Chil Rajchman fa parte dei 57 ebrei sopravvissuti alla fuga dal lager di Treblinka. Ha scritto questo testo nel 1945, subito dopo la fine della guerra, rimasto inedito fino al 2009, quando è stato pubblicato per la prima volta in quindici paesi. Nel 1946 è emigrato in Uruguay; è morto nel 2004 a Montevideo.

Traduzione dallo yiddish di Anna Linda Callow
Prefazione di Annette Wieviorka
Postfazione di Elie Wiesel

Chil Rajchman
Io sono l’ultimo ebreo
Bompiani
Collana Overlook, Pagine 128, Prezzo € 15,00

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