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La cena, di Herman Koch

Il commento di Mauro, come sempre arguto osservatore della realtà e attento commentatore di libri

Come spesso accade, le segnalazioni editoriali di questa guida colpiscono nel segno, ed anche La cena di Herman Koch mi ha catturato come non pochi, per le tematiche che affronta e per i dubbi che la sua lettura insinua.

Pone degli interrogativi cui non sempre siamo in grado di dare una risposta e, soprattutto, una volta letta anche la quarta di copertina, ti lascia in sospeso la classica domanda “Ma io cosa avrei fatto al suo posto”?

Dietro l’apparenza di un normale incontro conviviale, ecco che si svela l’arcano di gravi problemi familiari: un increscioso fatto di cronaca sotto lo scudo di due famiglie normali - già, “normale” … quando si apprende un terribile atto di violenza con protagonisti degli adolescenti, una reazione molto comune è “era un ragazzo normale”. Ma che cosa significa normale?

Il racconto si snoda raccontando labanale routine familiare di una coppia come tante, con i problemi che la crescita di un figlio comporta: dopo i soliti discorsi in queste occasioni, sull’ ultimo film visto o i pettegolezzi su amici comuni, si affronta il vero problema, che ha motivato quell’incontro.

Chi racconta, in prima persona, descrive come aiutava il figlio ad andare in bici senza rotelle: gradualmente iniziava ad affrontare la vita senza il sostegno che metaforicamente si può interpretare come quello che è mancato al figlio, considerato come viene coinvolto in un drammatico episodio di violenza urbana.
Chi racconta è stato insegnante, abbastanza tra le righe, ma neanche la sua esperienza a contatto con adolescenti gli impedisce di avere un rapporto non ideale con il proprio figlio.
Ma come si suol dire, il frutto non cade lontano dall’ albero, gli episodi di violenza che hanno visto protagonista il padre rivivono nel figlio.

Vengono sfiorati altri temi spinosi della nostra società moderna: le adozioni, il connubio tra politica e vita privata, la depressione, le molestie ai minori…ed io cosa avrei fatto?

Di primo acchito tenderei a dire che non avrei insabbiato il tutto, ma credo che solo vivendo in prima persona (spero mai!) certe situazioni si può essere veramente in grado di rispondere.

Considerato che l’ episodio increscioso del figlio si abbatte su una psiche già debilitata da uno stato depressivo e dalla malattia della moglie, le sue reazioni, per quanto criticabili, possono essere quanto meno comprese.

Si parla a volte dei libri che insegnano a vivere: questo rientra a pieno diritto nella categoria, ispira modifiche nel comportamento e nell’atteggiamento nei confronti dei propri figli adolescenti.

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