Troglodita sarà lei!

Approfondimento: l'alimentazione a la giungla dei consigli alimentari

Troglodita sarà lei!, del francese Michael Raymond, nasce dalla preoccupazione naturale di un genitore verso il tipo di alimentazione più adatto per la figlia. Sembrerebbe che nulla sia più facile di mangiare in modo sano: i consigli, su riviste, libri, in tv, alla radio o in internet, non mancano. Eppure, è sufficiente soffermarsi sull’ultimo importante cambiamento alimentare che, iniziato due secoli fa, si è fatto più marcato dopo la Seconda Guerra Mondiale – il consumo eccessivo di zucchero ed i suoi effetti patologici – per arrivare a conclusioni davvero impensabili.
Oltre alla dimostrazione dell’evidente condizionamento da parte delle industrie alimentari, i cui interessi non includono una politica di salute pubblica, i possibili futuri scenari non sono sempre molto confortanti: potrebbero ad esempio comparire geni di resistenza alle iperinsulinemie che si diffonderanno per selezione (ma ci varranno parecchie generazioni prima di poter osservare un effetto sull’insieme della popolazione); potrebbe essere necessaria una risposta istituzionale, ossia l’emanazione di leggi che vietino di incitare il consumo di alimenti con zucchero aggiunto o che obblighino le aziende a diminuirne sensibilmente i dolcificanti; oppure si verificherà (se non è già in atto) un’evoluzione nelle preferenze estetiche corporee…

Se non verrà fatto nulla, si può prevedere che il ’sovrappeso’ e l’obesità diventeranno rapidamente una condizione normale, con una diminuzione delle aspettative di vita ed una serie di effetti negativi sulla salute legati al diabete di tipo II. Oltre all’obesità e alla carie, conseguenze note e riportate dai media, Raymond ci ricorda gli effetti sulla vista e sulla pelle. In una società in cui l’alimentazione non è occidentalizzata e dunque l’apporto di zucchero trascurabile, la percentuale dei miopi oscilla fra lo 0 e il 2 %. Vent’anni dopo aver somministrato un’alimentazione essenzialmente occidentale, i bambini diventati adulti saranno per la maggior parte miopi (60%) con un’elevata percentuale di forti miopie, mentre il numero di miopi fra coloro che erano già adulti nel momento in cui si è verificato il cambiamento alimentare, il numero di miopi è rimasto praticamente inalterato.
Lo stesso ragionamento vale per l’acne, di cui soffre fra il 79 e il 95 % di adolescenti europei. In realtà questo termine è recente, esattamente come il disturbo che definisce: risale all’inizio del XIX secolo quando il consumo di zucchero e le conseguenti iperinsulinemie hanno provocato un aumento della sintesi di sebo nella pelle, causa delll’acne.
Conseguenze negative hanno avuto anche altri cibi ed i loro componenti – la soia, gli oli raffinati, le vitamine, gli antiossidanti… - e la conclusione è la stessa: in generale esiste una relazione diretta tra l’aumento, recente e significativo, di un ingrediente nel regime alimentare ed effetti dannosi sulla salute.

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