Il passato non muore mai di Geoffrey Home

"Lei si spostò fino al margine della veranda e lo guardò affrettarsi giù per il vialetto e attraversare il cancello, lo vide girare attorno alla sagoma scura dell'auto in attesa, sentì sbattere la portiera. Il motore ruggì, i fari si accesero e l'auto schizzò via sulla statale. Ann aspettò fino a che le luci rosse sparirono dietro la curva, poi si voltò. Improvvisamente, ogni allegria l'abbandonò e la notte le sembrò molto fredda. Se n'era andato, e lei era certa che non l'avrebbe rivista mai più rivisto".

il passato non muore maiCapita a volte che il successo di una trasposizione cinematografica offuschi in qualche modo quello del romanzo da cui è stata tratta. Se poi intervengono, nelle varie traduzioni, nuovi titoli, la faccenda si complica alquanto e si rischia di non dare al romanzo il giusto apprezzamento.
E’ il caso, mi sembra, di Build My Gallows High dell’americano Geoffrey Homes: il film che ne è stato tratto nel 1947, per la regia di Jacques Tourneur e con Robert Mitchum, Kirk Douglas, Jane Greer, Rhonda Fleming e Virginia Huston, aveva il titolo Out of the Past, ed uscì in Italia come Le catene della colpa.
Il merito di aver reso accessibile ai lettori italiani un’opera letteraria rimasta troppo a lungo sconosciuta, è, ancora una volta, di Mattioli 1885 che ha pubblicato recentemente il romanzo di Homes con il titolo di Il passato non muore mai - traduzione di Francesca Pratesi.

La storia è quella di Red Bailey, un ex investigatore privato di New York che si è lasciato alle spalle la tormentata avventura con la pericolosa Mumsie McGonigle e un passato che preferisce tacere. Vive ora in California, dove gestisce una stazione di servizio ed il legame con la giovane Ann lo induce a volte a pensare che il passato è davvero morto, da dieci anni, e sepolto in profondità.
Ma è proprio da questo passato che giunge inaspettata la visita del greco Joe Stefanos, che lo costringe a seguirlo a Reno, dove lo aspetta l’ex capo della polizia Guy Parker per affidargli un lavoretto da cinquemila dollari che non potrà rifiutare: andare a New York e raccogliere informazioni su un tizio. E a convincerlo ad accettare, nonostante le sue resistenze, è proprio quella Mumsie di cui si era innamorato dieci anni prima e che aveva causato ogni suo guaio.
Da qui in poi, la trama si sviluppa in una duplice direzione: la ricostruzione del passato cui Red si abbandona, conscio di aver ormai definitivamente perso Ann, e un’intricata quanto appassionante caccia all’uomo dove, per salvarsi, Red deve far ricorso a tutto il suo sangue freddo ed alle sue doti investigative.
Il tentativo di incastrarlo è ben ordito: “Gli stavano costruendo il patibolo ancora più in alto. Non si poteva incastrare un uomo morto e non si potevano fare accordi con un defunto. La tela era stata intrecciata più perfetta e intricata che mai”, pensa infatti Red, guardando il cadavere dell’uomo che avrebbe dovuto restituirgli la libertà.
Per sopravvivere, l’unica soluzione è allora quella di trasformarsi da preda in cacciatore. Ma a volte, anche questo non basta.

Geoffrey Home, pseudonimo di Daniel Mainwaring, approdato alla scrittura dopo essersi cimentato in una serie di diversi mestieri, ha conosciuto il vero successo con quello che è stato il suo ultimo romanzo, Build My Gallows High, per poi consacrarsi definitivamente alla carriera di sceneggiatore, durante la quale ha scritto ben trentatré film ed ha collaborato con alcuni dei più grandi registi di Hollywood.
Scrittore elegante e di carattere, Home ha saputo dar vita ad un romanzo che possiede tutto il fascino dei polizieschi prima maniera, quelli entrati di diritto a far parte delle antologie.
Lontano anni luce dagli asettici metodi investigativi cui ci hanno abituati i thriller moderni, sia nella versione letteraria, sia nella versione cinematografica o televisiva, Il passato non muore maiè un noir mantiene alta la tensione grazie ad una trama caratterizzata da colpi di scena e da sottili inganni e giochi psicologici.
E nel finale, non si concede a un troppo facile ottimismo: la colpa di Red non ammette redenzione e, proprio come ci ricorda il titolo, si ripercuote anche a distanza di anni sul suo destino.

Commenti dei lettori

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  • Mattioli 1885

    17 May 2010 - 08:28 - #1
    0 punti
    Up Down

    Ciao, solo per avvertirti che abbiamo linkato la tua recensione dalla relativa scheda del libro nel nostro profilo Anobii:

    http://www.anobii.com/mattioli1885/

    Se vuoi darci anche nome e cognome, aggiungiamo anche quelli.
    Grazie!
    Mattioli 1885

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