In giardino non si è mai soli, affermava il titolo di un libro di Paolo Pejrone. Ma non si trattava di un giardino qualunque: solo di giardini veri, quelli che esercitano un fascino irresistibile grazie all’amore con cui vengono curati.
Nessun complesso, nessuna pretesa, nessuna ipocrisia, solo piante “giuste”, in buona salute.
Certo, anche se è in primavera ed in estate che il giardino dà il meglio di sé, in termini di colori e profumi, ogni stagione ha i suoi fiori e le sue piante, e quindi il suo fascino.
Ecco allora qualche consiglio tratto da due testi che trattano questo tema così interessante: Giardini e no – Manuale di sopravvivenza botanica, di Umberto Pasti, e Vita amorosa dei fiori da profumo di Jean-Pierre Otte.
Un assaggio, almeno sulla carta, di profumi, ombre, colori, forme che però non possono che essere afferrati sul posto, per imparare ad esplorare quel paesaggio che a volte si trova appena fuori dalla finestra. Basta addentrarsi nel folto di un bosco, piegarsi su uno specchio d’acqua stagnante, spostare i rami di una siepe fiorita per scoprire un mondo nuovo, uno spettacolo intatto, una terra in larga parte ancora inesplorata.
E ritrovare anche un poco di se stessi.

Lidia








