Jean-Pierre Otte ha studiato biologia, fisica e filosofia. E’ lo “scrittore degli animali, delle piante e dei loro più intimi riti”, raccontati nei nove volumi del ciclo dal titolo “L’amore al naturale”, il cui libro conclusivo è La vita amorosa dei fiori da profumo, edito in Italia da Angelo Colla Editore.
Acuto osservatore degli ambienti naturali e dei loro abitanti, non aveva immaginato che tutta quella materia accumulata e accatastata nella memoria in vent’anni di esplorazione del “limitrofo”, si sarebbe trasformata un giorno in libri.
Le spedizioni intraprese erano proprio lì, dietro l’angolo – “del resto, non si può andare lontano se non si è capaci di esplorare ciò che è vicino” e più di ogni altra cosa è importante imparare a viaggiare in profondità.
Solo in questo modo Otte è riuscito a visitare una varietà di universi, ha oltrepassato confini invalicabili, battuto ruscelli e foreste, è penetrato nelle cerchie più intime di molte specie.
Da tutte queste ricognizioni rientrava ogni volta con la scoperta, fra l’altro, di un nuovo rituale amoroso che, nello stesso tempo, gli insegnava qualcosa su se stesso.
Il secondo passo è stato quello di trovare uno stile di scrittura che si adeguasse a questa materia.
Il risultato è un modo di esprimersi rigoroso, preciso, dettagliato, ma insieme molto poetico ed evocativo, capace di toccare le corde più profonde del lettore, di stimolarne i sensi. Una forma che è in grado di conferire al contenuto valore e chiarezza, ma anche una forza fertile e sensuale.
E il contenuto di questo interessantissimo volumetto che chiude, come abbiamo accennato, una serie di volumi, è la vita amorosa delle piante da profumo.
Dopo alcuni tentativi di fabbricare profumi artigianali da regalare a mogli e amiche, ottenuti con un alambicco di fortuna e poi affinando sempre più le diverse tecniche estrattive, l’autore si sofferma sulla nascita dell’interesse per la vita e gli amori dei fiori da cui, un tempo, aveva creato essenze.
Nel caso della rosa canina, si sofferma sulla struttura dei gambi, coperti di spine, dei fiori, che fioriscono a bottone e che si schiudono a sottana, mostrando le sue parti intime senza pudore: il suo amante preferito è la cetonia dorata, più conosciuta come maggiolino delle rose: aggrappata ai petali, la cetonia apre ferite e squarci e spande il polline sulla parte femminile ricettiva del fiore.
E poi la viola, che come tutte le piante costrette all’immobilità dalle radici, deve saper attirare il partner, ingegnandosi in un vero e proprio gioco della seduzione. All’originalità della forma e dei colori, si aggiunge un profumo unico. Ma la cosa più sorprendente è di certo scoprire che la viola ha una doppia vita che si manifesta nelle sue due fioriture, una aperta al mondo e visibile ogni primavera, l’altra più clandestina e nascosta, sotto le foglie, durante l’estate: una nuova colonia di fiori senza petali che daranno vita a frutti e semi.
Dopo aver descritto fin nei minimi particolari la forma e le caratteristiche delle foglie e dei fiori di mughetto, Otte si sofferma sulla fecondazione che avviene grazie a insetti di piccola taglia, gli unici capaci di penetrare i piccoli fiori a forma di campanula, delicati e disposti a grappolo, di un colore bianco-neve, con impercettibili sfumature rosate. Questi piccoli insetti, mentre fecondano ogni fiore, vengono ricompensati con un alcol leggero di cui si inebriano a loro piacere.
Secco e spoglio, il caprifoglio pare in inverno quasi morto, ma dal momento in cui riprenderà vita, è l’olfatto a notarlo, prima ancora dello sguardo. Ed è nella dolcezza, nel carattere aggraziato, nell’intimità femminile dei suoi fiori che il caprifoglio rivela sua vera natura.
“Solo quando cala la sera, quando le ombre si allungano, si fanno più spesse e sembrano cucirsi le une alle altre così da dar vita, come attraverso una serie di rattoppi, al mantello della notte, solo allora il profumo si diffonde in ampie scie, in folate sinuose a seconda dei capricci del vento”. Questa suggestiva descrizione introduce l’arrivo dei visitatori della sera, le farfalle notturne, le sole dotate di una tromba che permette loro di penetrare nel tuo floreale, lungo e stretto, per attingervi il nettare, e, nello stesso tempo, di trasportare il polline, dai cinque stami sul pistillo.
E se l’impollinazione ha successo, il caprifoglio cessa quasi subito di emanare il proprio profumo, ritenendo ormai superfluo attirare altri pretendenti.
Sono, questi, solo alcuni esempi – cui seguiranno l’ingegnosa violaciocca gialla, l’esotica vaniglia, il seducente lillà, la generosa lavanda, il garofano più selettivo, la mimosa ultrasensibile, l’enigmatica felce, il narciso pieno di sé – di quali e quanti affascinanti misteri racchiuda in sé la sessualità del mondo vegetale. Una sessualità sconosciuta ai più, ma che vi invito a scoprire attraverso la lettura di questo libro.
Jean-Pierre Otte non ha semplicemente scritto un trattato di botanica ben documentato, ma ha saputo “agire sull’anima e toccare il cuore parlando allo spirito”.
E’ questa l’unica condizione per riscoprire i molti legami che l’uomo ha con la natura e per ritrovare un senso di serenità, di desiderio appagato e la consapevolezza che siamo esseri simili che esistono gli uni in funzione agli altri.

Lidia








