Credo che tutti possano condividere le parole dello scrittore francese Maxime Chattam:
“La lettura è un’esperienza del tutto personale. Un sentimento che nasce da un semplice incontro: quello fra i segni tracciati sulla carta e la mente, in grado di cogliere le parole e interpretarle”.
Non c’è da stupirsi, allora, se libri che ci sono particolarmente piaciuti, consigliati o prestati a parenti e amici, non suscitano in loro lo stesso nostro entusiasmo, forse anche a causa delle aspettative che noi stessi abbiamo creato.
Mi è capitato recentemente con Le donne non invecchiano mai di Iaia Caputo (Feltrinelli) che mi ha vivamente consigliato e prestato una mia carissima amica: “E’ divertente, vedrai!” mi ha detto. “Descrive proprio come siamo noi, quello che proviamo, da quarantasettenni un po’ stanche e acciaccate”.
Leggo sul retro della copertina: “La voce di Iaia Caputo, partendo dalla propria esperienza, si mescola a tante altre voci femminili in un’indagine a tutto campo che va dalle strategie farmaceutiche all’ossessione del corpo prodotta dalla pervasività dei messaggi pubblicitari, dalla presenza (o meglio dell’assenza) delle donne nella nostra vita pubblica all’idea stessa che abbiamo di maturità e di tempo”.
Le premesse per una lettura interessante c’erano e devo ammettere che le prime pagine, quelle in cui l’autrice descrive se stessa e i primi segni del tempo che passa sul suo corpo, sono rese coinvolgenti dal tono sincero e diretto – illuminazioni che si ripetono qua e là nel testo. Poi, però, non sono riuscita a trovare nulla più di una serie di luoghi comuni e di di teorie trite e ritrite, già lette su quelle stesse riviste patinate che ti propinano pubblicità di creme miracolose e ti propongono come modelli corpi taglia 36. C’è la giaculatoria contro la chirurgia plastica, contro la politica che non lascia spazio alle donne, soprattutto se avanti negli anni e non troppo piacenti, contro le ragazze che svendono il proprio corpo, persino contro il premier, emblema del vecchio che non vuole sottostare alla dura legge degli anni che passano.
C’è anche (un classico) la cena fra vecchie amiche, belle e piacenti – una volta, almeno – ora signore affermate nel campo del lavoro (due giornaliste, una fotografa, una ginecologa, una proprietaria di boutique, una costumista) che si ritrovano per parlare di “quanto conti lo spegnersi dello sguardo maschile” su di loro.
I temi – se aggiungiamo le donne che fanno figli tardi, o che li hanno fatti da giovani e ora sono nonne ancora molto attive, oppure donne mature che, grazie all’equilibrio interiore, stanno con uomini più giovani, le citazione tratte da altri libri e da film… – ci sono tutti, ma, questa è la mia opinione, l’analisi fatta dalla Caputo, per quanto approfondita possa essere, è rimasta fine a stessa, non ha toccato le mie corde più intime e profonde.
Forse dovrei chiedermi qual è l’obiettivo di questo libro: magari è servito all’autrice per fare chiarezza nei propri sentimenti e sensazioni; magari voleva offrire un’immagine della società in cui viviamo e suscitare una presa di coscienza, essere, insomma, di incitamento alle donne a non subire passivamente le conseguenze (sociali e fisiche) dell’invecchiamento.
Ma per quel che mi riguarda, mi ha ricordato cose che sapevo già, che ho davanti agli occhi ogni giorno. Mi ha fatta sentire, forse, più vicina a milioni di altre donne con i miei stessi problemi, ma questo è servito solo a deprimermi un po’ di più.
Nella mia esperienza di lettrice ci sono altri testi che ricordo come “fondamentali”: vi invito a leggere – o rileggere – Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés e Distacchi di Judith Viorst. Due volumi un po’ datati (il primo è uscito nel 1993 e il secondo addirittura nel 1987), ma così sorprendentemente attuali che sembrano essere stati scritti solo ieri.
Ecco, il merito di Le donne non invecchiano mai – per quanto mi riguarda – è proprio questo: mi ha ricordato di rileggere quei due libri pieni di foglietti segnalibri e di sottolineature, che tanto mi hanno aiutato a crescere e a cambiare.

Lidia








