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Proprio stanotte

La seconda parte della saga dedicata alla famiglia Aubrey, capolavoro indiscusso di Rebecca West

Avevamo lasciato “la famiglia Aubrey”, al termine del romanzo che costituisce la prima parte della saga della grande scrittrice inglese Rebecca West, priva della presenza del capofamiglia Piers, marito e padre molto amato nonostante fosse il diretto responsabile delle precarie condizioni economiche. Le attenzioni del ricco signor Morpurgo e la vendita di alcuni quadri di valore avevano permesso all’eccentrica madre Clare di assicurare alle figlie Rose e Mary una solida formazione musicale come pianiste, a Richard Quin una preparazione scolastica che potesse assecondare le sue numerose inclinazioni artistiche, e a Cordelia, violinista ormai disillusa, un futuro altrettanto dignitoso nel matrimonio.
Nel secondo volume, uscito per Mattioli 1885 dal titolo Proprio stanotte, la narratrice Rose, ormai sulla soglia dell’età adulta, ripercorre vicende familiari spesso intimamente legate ad un’epoca – i primi decenni del Novecento – che, nonostante sembri portare con sé promesse di modernità, sarà invece foriera di morte e distruzione.

Ritroviamo in questo elegante romanzo i temi che hanno caratterizzato il tessuto narrativo del precedente: l’importanza dei legami familiari e d’amicizia, l’amore per la musica, l’intenso rapporto con l’ambiente esterno – un’abitazione, un giardino, un luogo pubblico – lo scorrere dell’acqua, ricco di richiami metaforici.
Sono temi che si innestano su quelle che possono essere considerate le direttrici portanti del piccolo universo costituito dalla famiglia Aubrey: l’evanescente presenza del padre, nonostante la dolorosa presa di coscienza della sua morte, la riflessione sull’amicizia, incarnata in particolar modo dal signor Morpurgo, da zia Lily, zia Milly e zio Len; il forte senso di solidarietà e di lealtà; la presa di coscienza dei cambiamenti, delle metamorfosi che la vita impone; l’inseguimento e il tentativo di spiegare i misteri dell’esistenza – la vita, la morte, l’amore, ma anche sentimenti più semplici e delicati.
Sullo sfondo, come accennato, il concretizzarsi dei presagi di morte e di distruzione che Piers Aubrey aveva saputo descrivere con estrema lucidità e che non mancheranno di colpire direttamente la famiglia nei suoi affetti più cari nel momento in cui Richard Quin partirà per la guerra.

Anche in Proprio stanotte, Rebecca West si conferma scrittrice di grande sensibilità, capace di pagine di grande lirismo, cui si aggiunge l’influsso delle sue frequentazioni culturali. In particolare l’interesse per le arti visive, che incidono sul gusto figurativo e che si esprimono nell’attenzione ai dettagli dell’ambientazione e nella capacità di cristallizzare, come in quadro, momenti particolarmente significativi, ed il mondo della musica, che la rende sensibile non solo al fascino delle grandi partiture, ma anche ai silenzi ed ai rumori, alle parole ed ai dialoghi. Forti sono anche i tratti immaginari e onirici che, implicando una dimensione psicologica della scrittura, esprimono una ricchezza del mondo descritto che va al di là delle apparenze e popolato da personaggi davvero memorabili.

Rebecca West
Proprio stanotte
Mattioli 1885
Pagine 352, euro 20,00

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