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Il mio matrimonio combinato

Da quando ha messo al corrente i genitori del suo fallimento negli studi, Jasmine Fahroodhi ha scatenato una vera e propria crisi familiare. Dopo averli evitati per i quattro anni di college ed aver tenuto loro nascosto i propri recenti insuccessi, eccoli di nuovo insieme proprio il giorno della cerimonia di conferimento delle lauree e la delusione si legge sul volto di entrambi...

Infatti, nonostante Jasmine avesse ottenuto risultati brillanti e fosse stata a un passo dalla laurea in biologia e zoologia, per qualche motivo ancora sconosciuto ai genitori, la ragazza si ritrova ora con tutte le sue cose contenute in cinque sacchi della spazzatura, obbligata a tornare a casa, in Georgia.
Tutto ciò che deve fare è trovare un lavoro e un marito ma, come dice suo padre quando parla di hastegar, il suo sarà un “matrimonio combinato”.
Forse, per quanto riguarda il Dottor Fahroodhi, un medico di origine iraniana con un rapporto piuttosto contraddittorio con il passato e con la sua terra, quest’idea potrebbe essere almeno comprensibile, ma a Jasmine appare inconcepibile che anche la madre, una semplice e graziosa ragazza americana del Sud ed ex cheerleader, possa non solo aver sposato uno straniero – un uomo di cui non conosceva nulla e di cui apprezzava il lato esotico –, ma dare ora la sua benedizione alla scelta di un marito adeguato e preselezionato per la figlia.

Nonostante le incomprensioni e le reciproche ostilità, però, padre e figlia hanno molto in comune: entrambi infatti trovano difficoltà nell’instaurare solidi rapporti sociali, amicizie profonde e durature, ad esternare i propri sentimenti, ad esprimersi in modo diretto e franco. Lui, autoritario, taciturno, in preda ai sensi di colpa e legato in modo ossessivo a gesti rassicuranti quanto ripetitivi; lei, insicura, indecisa e dalla scarsa autostima. Una persona “difficile”, insomma, come la definisce la madre che, pur essendo convinta che i matrimoni combinati sono una cosa del passato, sostiene che “ciò non significa che non funzionano” o che siano sbagliati: del resto, il suo matrimonio d’amore non si è forse trasformato in una trappola?
E mentre il padre pubblica annunci e tratta con i possibili pretendenti come se fosse alle prese con una compravendita su ebay, Jasmine coltiva vaghi progetti per il futuro trascorrendo le sue giornate solitarie nei centri commerciali, allo zoo o in biblioteca a consultare volumi (e a “deturparli”, scrivendoci sopra) sugli animali più strani e meno conosciuti della terra o alla ricerca di un lavoro che possa renderla un po’ più indipendente.
Decisa – o rassegnata – ad assecondare almeno in parte il progetto del padre, la ragazza accetta di uscire con alcuni degli uomini “selezionati”, ma gli esiti sono deludenti, anche se e a volte, nonostante tutto, divertenti.
Del resto, la materia umana non manca: “è incredibile la quantità di genitori che cerca di sistemare i propri figli con un matrimonio, senza rito religioso o consenso, ma attraverso una affaristica, calma e pragmatica pianificazione del futuro”.
Com’è possibile che negli Stati Uniti del XXI secolo possano sopravvivere situazioni di questo genere?
Eppure anche l’inaspettato può succedere e lasciamo ai lettori scoprire se un matrimonio combinato può diventare Il mio matrimonio combinato (Newton Compton).
Fin qui la trama. Ma il romanzo d’esordio di Elizabeth Eslami, irano-americana nata in South Carolina con un master in scrittura creativa conseguito dopo la laurea, è molto di più.

Continua…

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