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La maledizione della brava ragazza

"Non conosco una via infallibile per il successo, ma soltanto una per l'insuccesso: voler accontentare tutti". Platone

La via che porta una donna all’autodeterminazione è lunga e costellata di insidie ed ostacoli.
Spesso le donne rifuggono i conflitti perché temono di essere considerate ingiuste o egoiste, cercano sempre un’assoluzione, si sentono responsabili del benessere altrui, si tirano indietro anche se vorrebbero imporsi, sono convinte di dover esporre le proprie esigenze e i propri sentimenti solo in maniera carina e accettabile.
In breve, sono state modellate in una forma definita culturalmente accettabile, che le ha costriette a far propria un’identità imposta dalle convenzioni sociali.
Capita alle donne di ogni età: chi cerca, con coraggio e autonomia, di far prevalere le proprie convinzioni, viene considerata “cattiva”, chi, invece, tende ad adattarsi a tutte le situazioni secondo le aspettative della famiglia, della scuola e della società, diventa automaticamente “brava”: una novella Cenerentola, bella, disponibile, controllata, umile e sottomessa.
Certo, le donne pur non avendo il successo a portata di mano, rispetto al passato, hanno molte più opportunità di affermarsi, ma purtroppo molte madri, pur consapevoli del malessere che questa situazione può provocare, si sono dimenticate quanto sia difficile il percorso verso il cambiamento e non si rendono conto che un certo tipo di educazione impartita alle figlie toglie loro coraggio e ambizione e le spinge a smettere di “nuotare contro corrente”.
Ed è comprensibile, visto che richiede fatica e può diventare pericoloso, se si perdono le forze!

Anch’io, che sono stata la tipica “brava ragazza” e che ho trascorso gran parte della vita adattandomi a questo ruolo - tanto da sentirlo ormai mio -, ho cercato gli stimoli giusti per la conquista degli spazi, dell’autonomia e del rispetto di cui io – come ogni donna – ho diritto. Tuttavia, mi rendo conto, ora che ho due figlie adolescenti, di averle cresciute imponendo loro, più o meno inconsciamente, quello stesso modello di “brava ragazza” con cui convivo da sempre.
A spingerci a cambiare ci ha pensato un libro, La maledizione della brava ragazza di Rachel Simmons che ha provocato un piccolo terremoto nella mia famiglia.
Ma andiamo con ordine.
Insegnante, educatrice e saggista, impegnata da anni nello studio dei comportamenti sociali delle ragazze adolescenti, la Simmons è anche la fondatrice e la direttrice del Girl Leadership Institute e questo volume, un pratico e accessibile manuale di self-help è frutto dell’esperienza maturata nei gruppi di lavoro del suo istituto e delle testimonianze raccolte a contatto con ragazze in età giovanile.
Dopo aver analizzato i processi psicologici e i meccanismi mentali che condizionano i loro comportamenti, viene proposta una serie di consigli e di esercizi pratici per raggiungere una nuova consapevolezza di sé e una maggiore sicurezza nei rapporti con gli altri, coetanei ed adulti.
Il libro non si rivolge però solo alle ragazze, ma anche ai genitori e, in particolare, alle madri, che sono invitate innanzitutto a prendere coscienza delle cause che sono alla base dei conflitti familiari, e poi a fare un lavoro di analisi su se stesse e, in particolare, sulle contraddizioni che caratterizzano una diversa percezione di sé e delle proprie figlie.
Quello che viene proposto è un nuovo modo di agire per arrivare a dire “basta!” a tutta una serie di schemi, di luoghi comuni e di errate convinzioni in cui siamo state intrappolate o che ci siamo costruite da sole, per arrivare a guardare alla vita con energia positiva e, all’occorrenza, diventando “cattive”: piccoli passi, a volte impercettibili, talvolta eclatanti, ma necessari perchè nessuno più debba mostrarsi come in realtà non è.

Dicevo che questo libro ha contribuito a provocare un primo cambiamento nel mio menage familiare, dal momento che mia figlia, dopo essersene letteralmente impossessata, ha cominciato non solo a consigliarlo ad amiche e parenti, ma, soprattutto, a fare discorsi sulla necessità di esprimere liberamente la propria personalità e di dover cambiare atteggiamento nei rapporti con gli amici, i compagni e, naturalmente con i genitori.
Sorvolo sui risultati pratici di questo cambiamento, ma alla fine, dopo aver letto anch’io il libro, ho dovuto mettere in discussione il rapporto costruito fin qui e a trovare “manovre correttive”.
Il mio obiettivo non mai stato quello di essere una madre perfetta (sono consapevole che questo modello è irraggiungibile!) e faccio già parecchia fatica ad essere una madre imperfetta, ma rendermi conto di quanto il modello di madre culturalmente accettabile possa essere antitetico a quello che vorrei dare a mia figlia, mi ha fatto riflettere.
Allora, vorrei almeno essere una madre migliore di quello che sono e questo libro sembra offrirmi qualche strumento in più per aiutare mia figlia – e me stessa – a trovare un equilibrio fra l’essere concentrate sugli altri e il pensare solo a se stessa.
In breve, a trovare quella che l’autrice definisce “voce interiore” e a darle la libertà di agire in base a quella voce.
E’ questo il dono più prezioso che posso farle.

Rachel Simmons
La maledizione della brava ragazza
Nutrimenti
Pagine 296 - 16,50 euro

Commenti dei lettori

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  • AleC

    19 Oct 2010 - 09:08 - #1
    0 punti
    Up Down

    il libro l’ho appena iniziato. dirò quello che penso dopo averlo letto.
    non scordiamoci però che alcune madri, pur avendo sofferto per determinate pressioni, un po’ perché hanno interiorizzato certi valori dominanti, un po’ per vendetta non fanno altro che riproporre quel modello.
    non tutte le madri sono serene su certi punti e spesso, invece di “prendersela” con chi ha preteso da loro certi comportamenti finiscono per voler far pagare il conto alle figlie.

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