Questo sito contribuisce alla audience di

"Vuoti di memoria"

L'intenso, commuovente e a tratti divertente storia di un'adolescente che aiuta la nonna a combattere contro l'Alzheimer

Come può apparire un anziano affetto dall’Alzheimer, il morbo che piano piano cancella la memoria, agli occhi di un’adolescente?

Come vive le situazioni quasi surreali che, involontariamente, la perdita dei ricordi può provocare? Con fastidio, con divertimento, con paura o con tristezza…?

A tentare di spiegarcelo con quella giusta dose di ironia che rende un argomento così delicato più abbordabile anche dai ragazzi è uno scrittore francese, Hervè Jaouen , con il suo Vuoti di memoria pubblicato dalla Salani due anni fa, ormai - ma chi può dire se e quando un libro è diventato vecchio?!

Cercatelo nelle biblioteche, allora, se non lo trovate nelle librerie: questo è il mio consiglio, perché è davvero una buona lettura per tutti.

La storia è quella di una Nonna, ancora bella, alta ed elegante, dagli occhi azzurri e i capelli raccolti. Vive sola in una casa in riva al mare della Bretagna; ha divorziato dal primo marito da cui ha avuto un figlio ed ha perso il secondo, un giornalista spagnolo naturalizzato francese in guerra, dove si trovava per un reportage, da cui ha avuto una figlia, la mamma di Véronique, la nostra simpatica narratrice.

La malattia si materializza in un incendio che quasi distrugge l’abitazione di Nonna, senza che essa se ne renda conto, a causa di un cibo lasciato sul fuoco e, provoca quei vuoti di memoria evocati dal titolo che, almeno in un primo tempo, si alternano a momenti di lucidità.

Ecco allora una serie di aneddoti e di situazioni fra il divertente e l’amaro, descritti nell’arco del primo anno durante il quale la famiglia di Véro ha accolto la nonna in casa.

Il romanzo è scandito dal susseguirsi delle quattro stagioni, durante le quali la Nonna continua a perdere il proprio passato, dimenticando chi sono le persone che le sono vicine, ignorando ciò che ha fatto per loro e che loro hanno fatto per lei. Spesso ritorna bambina, a volte, invece, si aggrappa a brandelli di ricordi che la ossessionano, come la ricerca della spilla regalatale da un torero nel pieno della notte o i razionamenti di guerra, che la inducono a nascondere cibo e oggetti sotto il letto.

L’affetto dei suoi cari e il volerla a tutti costi presente, nonostante questa assenza mentale, si concretizza nella ricostruzione di tutta la sua vita, con i ricordi ed i momenti più significativi.

Dopo l’estate, l’autunno e un inverno in cui la nonna sembra essersi rifugiata, la primavera costituisce un nuovo inizio: ci saranno ancora nuove situazioni da fronteggiare, ma Véronique si sente ormai cresciuta e in grado di superarle.