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Seconda parte

L’espediente, cui abbiamo già accennato, della trascrizione della vicenda narrata in altro un testo, permette al romanzo di proporsi ai suoi lettori come documento storico reale ed affidabile. E’ così che tutte le informazioni contenute - dalla vita di tutti i giorni, all’organizzazione di un viaggio lungo e pericoloso; dalla descrizione delle città visitate o semplicemente attraversate, al cibo consumato; dalle bellezze artistiche, all’affermarsi di nuove teorie scientifiche basate su metodi sperimentali – vanno a comporre un affresco preciso e realistico dell’epoca in cui si svolge l’azione.
Inoltre, il ritmo incalzante degli eventi, alcuni davvero imprevedibili, come nella miglior tradizione del romanzo d’avventura, attirano l’attenzione del lettore, il quale non mancherà di immedesimarsi in uno dei personaggi, sia esso il protagonista principale, il giovane paggio Dionigi, o il nobile Filiberto, oppure una delle due fanciulle che nella vicenda hanno un ruolo tutt’altro che secondario, Rosaura, la figlia del brigante Ciatico, o la promessa sposa Eleonora, entrambe dal carattere volitivo e a tratti ribelle.
Tutti i personaggi compongono, proprio come era nelle intenzioni della autrici, una galleria di caratteri minori che vivono però di vita propria e non sono “ombre confuse in secondo piano”.
Come dimenticare, infatti, il valoroso e devoto capitano Scintilla, affezionato amico di Monsignor Gentini, punto di riferimento per la contessa Maria Filippa, ma detestato precettore del contino; il conte Pompeo Maria Saporiti, impegnato più a raccogliere piante rare e a collezionare insetti che nell’amministrazione delle sue proprietà; o gli altri viaggiatori, “mummie” come sono chiamati dai ragazzi: Fra Tommaso, lo speziale; il lungo e pallido frate bibliotecario, Toefilo Tagino; la guida, Ottoniero Ottonieri; il tronfio maestro d’armi, Coriolano Stroppani. E poi l’enigmatico Manfredi, fratello di Eleonora; il pavido Corradino, senza dimenticare naturalmente cuoche, zie, cugine, briganti e preti spretati: tutti personaggi vivaci e veri, la maggior parte dei quali esalta valori universali quali il coraggio, la fedeltà, la sincerità e la libertà.

E, come spesso accade, il tema del viaggio è anche metafora della vita stessa, del desiderio di conoscenza, incarnato da Dionigi, e di ricerca di se stessi.
Non a caso, giunti alla meta, entrambi i ragazzi scopriranno di essere cambiati e mostreranno di aver raggiunto una maturità impensabile fino a poco tempo prima.

Un ultimo cenno merita lo stile, accurato e ricco di termini specifici, suggestivo ed efficace nella descrizione dei paesaggi, preciso nel tratteggiare personaggi, tutti profondamente sentiti e vigorosamente caratterizzati, grazie, soprattutto, all’acuta sensibilità delle autrici per il mondo psicologico dei ragazzi, oltre che degli adulti.

Tutto questo in un solo romanzo, ma sarà bene non anticipare nulla di ciò ai lettori, che vi troveranno invece, più semplicemente, una bellissima storia di amicizia, resa ancora più interessante da un pizzico di mistero e da una buona dose di sentimenti amorosi.

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