Agostino e la leggenda delle stelle

In viaggio sulle ali della fantasia, sfogliando le pagine di un libro

Quando penso alla fantasia, c’è un’immagne che preferisco a tutte le altre: mi piace immaginarla come una “fantastica astronave”, capace di accompagnare tutti, bambini e grandi, “dove non si può andare”. In realtà l’idea non è mia, ma “rubata” dal testo di una canzone del musical Peter Pan. Gianni e Wendy, i protagonisti che con l’eterno bambino scappano dalla realtà alla scoperta dell’Isola Che Non C’è, ricordano che con la fantasia si può andare dove si vuole… “anche 20mila leghe sotto i mari”!
Ed è questo che è così sorprendente, per questo non si dovrebbe smettere mai di fantasticare.

La favola Agostino e la leggenda delle stelle si propone questo ambizioso traguardo. Si rivolge ai piccoli lettori, ma non solo, e prova, con il linguaggio dei bambini, a parlare di argomenti importanti.
Innanzitutto di diversità e della solitudine che spesso si accompagna a chi si sente escluso, proprio perché diverso. Ma parla anche di amore, bontà d’animo, della futilità dei beni materiali e di tanti tanti altri sentimenti. Lo fa con una leggenda, di cui è protagonista Agostino, un uomo solitario che per tutti è solo lo strambo “Pancio Palla”. La leggenda, appunto, narra che sia stato lui a far nascere i fiori e a dargli i nomi che ora conosciamo: i Girasoli, le Viole, i Tulipani, le Margherite e tanti altri. Sarà proprio nelle Margherite che Agostino scoprirà un segreto, antico di milioni di anni, grazie al quale oggi conosciamo il nome dei fiori e possiamo ammirare le stelle.

Agostino e la leggenda delle stelle è scritto da Eleonora D’Errico, giornalista e scrittrice alla sua opera prima, e pubblicato dalla casa editrice Edigiò.

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