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Figlio della Fortuna

“Nella vita essere inseparabili con qualcuno rende felici. Basta trovare la persona giusta. E questo dipende dal caso, oppure da Allah, se uno ci crede. Per me, Prudence è stata la persona giusta e ho ricominciato a ripetermi che avevo fortuna. Perché se non mi fossi addormentato in mezzo ai maiali, se le guardie non mi avessero, se l'articolo 20 non fosse esistito e se la famiglia di Prudence non fosse stata fatta a pezzi, nessuno sarebbe arrivato a Poitiers e noi non ci saremmo mai incontrati, giusto?”

“Mi chiamo Blaise Fortune e sono cittadino della Repubblica di Francia. E’ la pura verità”.

Il giorno in cui viene ritrovato dalle guardie della dogana francese su un camion che trasportava maiali, a Kumail non resta che un passaporto malamente falsificato e una storia che non riesce a raccontare perché gli mancano le parole.
Oltre a tutte le sue cose più preziose, durante la fuga dal Caucaso dilaniato dalla guerra fino alla Francia, il ragazzino ha perso anche Galya, la donna che lo ha salvato da un attentato al treno su cui viaggiava con la madre e che, dopo essersi presa cura di lui, gli ha promesso di riportarlo nella sua terra d’origine.

“E’ così che si è conclusa la mia infanzia: di colpo, sul ciglio dell’autostrada A4, nel momento in cui ho capito che Galya era sparita e che avrei dovuto cavarmela senza di lei nel paese dei diritti umani e di Charles Baudelaire”.

La Francia diventa così una successione di muri, di inferiate, di porte e di camerate. Solo al mondo, deve cercare di impedire alla solitudine di rosicchiargli l’anima fino all’osso. Lo sostiene solamente la determinazione a recarsi a Mont-Saint-Michel per ritrovare sua madre e la speranza di incontrare di nuovo Galya.

Trascorrono gli anni e, nonostante abbia vissuto i primi dodici anni di vita nel Caucaso, abbia parlato russo e si sia chiamato Kumail, Blaise, è diventato cittadino francese a tutti gli effetti. Conosce la lingua ed ha in tasca un passaporto nuovo, in regola con la legge. Non ha ritrovato sua madre, ma ha appena ricevuto una lettera dall’Ambasciata francese a Tbilisi che lo informa di una possibile traccia di Galya.

Comincia così un nuovo viaggio, a ritroso, verso la terra in cui è cresciuto, sulle tracce della sola donna che possa rivelargli come sono andate veramente le cose.
Non sarà facile accettare una verità in parte così dolorosa, la “nuova versione” della sua storia, ma è il prezzo che deve pagare per poter ritrovare se stesso, le sue radici, forse la sua famiglia, e per poter andare sempre avanti, verso nuovi orizzonti.

Figlio della Fortuna, il nuovo, emozionante ed avventuroso romanzo della francese Anne-Laure Bondoux, già nota in Italia per Le lacrime dell’assassino e per La vita come viene, è un inno alla vita ed alla speranza.
Anche il protagonista di questo nuovo romanzo è un adolescente che, “costretto” a crescere anche a causa delle difficoltà e dei pericoli di una guerra sanguinaria, troverà aiuto e sostegno nel profondo rapporto con una persona adulta e nell’amicizia di una coetanea.
Ancora una volta, Anne-Laure Bondoux ci consegna un grande messaggio positivo e formativo insieme: nonostante la guerra, le separazioni che essa provoca, e tutto l’orrore di cui è capace, i “miracoli” sono ancora possibili.