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Premio Andersen 2010

Le scelte della giuria: percorsi e riscoperte

La miglior scrittrice del 2010 è Anna Vivarelli, attiva nel settore dei ragazzi da oltre quindici anni, mentre la miglior illustratrice è Beatrice Alemagna, tra le voci più alte dell’illustrazione a livello europeo. E quest’anno viene assegnato un premio anche al miglior autore completo, Gek Tessaro, per le immagini, le parole e le applicazioni del suo narrare. Premio speciale anche ad uno dei personaggi più amati della prima infanzia: Giulio Coniglio di Nicoletta Costa.
Le scelte della giuria nascono da un anno di letture, recensioni e analisi, che la redazione della rivista Andersen porta avanti insieme ai fondatori della Libreria per Ragazzi di Milano. Osservando i titoli dei libri vincitori, ma anche dei finalisti, del Premio è così possibile individuare quali tendenze e tematiche emergono con maggior forza nel panorama dell’editoria per l’infanzia del nostro Paese: dall’importanza dell’immaginazione e della letteratura (quale spazio d’incontro e scambio tra adulto e bambino) all’esplorazione del patrimonio fiabistico tradizionale (da Pollicino a Biancaneve, da Hansel e Gretel a Cappuccetto Rosso) interpretato da artisti contemporanei, trasformato in pop-up o utilizzato quale spunto per nuove narrazioni.

Nel bosco delle fiabe

Si parte dunque dai personaggi della tradizione popolare per creare qualcosa di unico e nuovo. La fiaba, come “catalogo dei destini che possono darsi a un uomo o a una donna” (Italo Calvino), è ad esempio protagonista di Hänsel e Gretel, miglior albo illustrato firmato da Lorenzo Mattotti, che con le sue ampie tavole a china racconta l’anima più drammatica e cupa del mondo fiabesco. E la storia di Biancaneve diventa con Jane Ray un elegante pop-up, miglior libro fatto ad arte per il 2010, dove ogni doppia pagina è una quinta teatrale che procedendo nella lettura va a comporre un unico, grande theater book di sei scene. Due libri, questi, in cui l’immagine accompagna e interpreta il racconto orale, forma di trasmissione per eccellenza della fiaba. Fiaba destinata ad essere letta ad alta voce anche una volta stampata su carta. Come certe buone narrazioni, quelle capaci di saltare dalla dimensione individuale e solitaria a quella collettiva e condivisa. Questo fascino del raccontare torna anche nel romanzo L’asinello d’argento di Sonya Hartnett, vincitrice del premio Astrid Lindgren nel 2008 al suo primo titolo tradotto in italiano, scelto come miglior libro 9/12 anni. Il soldato protagonista, in fuga dalla guerra, diventa amico di alcuni bambini e in cambio di cibo e compagnia offre loro quattro storie che hanno per protagonista un asino.

Il potere della letteratura

Anche il padre di Thomas - il ragazzino protagonista de Il libro di tutte le cose, miglior libro oltre i 12 anni - ogni sera legge ad alta voce per il figlio. Ma soltanto la Bibbia, che secondo lui rende superflua qualsiasi altra lettura. Non è della stessa opinione Thomas, che rielabora in chiave fantastica e visionaria le vicende bibliche e organizza insieme a una vicina di casa una sorta di salotto letterario dove ognuno è libero di scegliere le proprie letture. In questo romanzo di Guus Kuijer emerge con decisione la funzione emancipatoria della letteratura, il cui potere viene celebrato anche nell’albo senza parole C’era una volta un topo chiuso in un libro, miglior libro mai premiato, un vero e proprio classico della letteratura per l’infanzia. Il roditore, intrappolato tra le pagine, inizia a mangiarle e piano piano scopre che in ogni libro possono nascondersi mondi sconfinati.

Adulti e bambini

I bambini sembrano capire con molta più facilità degli adulti questa verità: quali meraviglie si celino in un romanzo o in un albo illustrato. E allora ecco un libro che invece di invitare i più piccoli alla lettura, si offre di aiutarli a convertire i genitori al piacere del libro. Come insegnare a mamma e papà ad amare i libri per bambini di Alain Serres, illustrato da Bruno Heitz, vincitore del premio speciale della giuria, sembra ricordarci che la letteratura per l’infanzia parla prima di tutto il linguaggio dei bambini. Come succede nell’albo Tararì tararera…, miglior libro 0/6 anni, per il quale Emanuela Bussolati ha ideato vere e proprie parole a misura dei più piccoli: suoni di una lingua artificiale e infantile da recitare ad alta voce, per un libro che acquista senso soprattutto nella relazione tra adulto e bambino e nella condivisione della lettura.
Ancora sul rapporto tra grandi e piccoli, è il miglior libro 6/9 anni: Natale bianco Natale nero di Béatrice Fontanel con illustrazioni di Tom Schamp. La storia di come un nonno, tenace e paziente, sappia rendere speciale il Natale dei suoi nipotini (il primo che trascorrono in Francia) anche senza denaro, recuperando vecchi oggetti e trovando le parole giuste per parlare delle tradizioni, al di là della cultura d’appartenenza e del colore della pelle.
Tra i progetti editoriali premiati quest’anno, c’è la collana Gli anni in tasca di Topipittori, libri-ponte tra generazioni diverse nei quali gli adulti si raccontano, tornando alla propria infanzia attraverso la scrittura. Sono racconti privati, intimi, ma nei quali si riflettono frammenti di storia, intesa non solo come flusso di grandi eventi, ma come somma delle vite dei singoli individui. E i romanzi degli Anni in tasca sono anche un momento di riflessione degli adulti sull’infanzia, come già era capitato nel prezioso albo Che cos’è un bambino? di Beatrice Alemagna.

Immaginazione e scienza

Leggere insieme a un adulto a cui si vuole bene, per un bambino, vuol dire costruire un rapporto affettivo anche con l’oggetto-libro. E quindi crescere curioso, pronto a imboccare nuove strade e a scoprire mondi diversi, culture altre, pensieri non ancora pensati. Il passo dall’immaginazione alla scienza è breve. Il libro delle terre immaginate, già vincitore del Bologna Ragazzi Award nel 2009 e miglior libro di divulgazione per il 2010, racconta proprio questa vicinanza ripercorrendo tutti i tentativi della scienza per capire la forma del pianeta su cui viviamo.
E un altro strumento per educare alla curiosità è senza dubbio la collana Saggistica narrata di Feltrinelli, una serie di veri e propri saggi a misura di bambino, che sconfinano nella narrativa, utilizzandone gli strumenti, senza per questo diventare romanzi, ma trovando il giusto equilibrio (anche grazie alle immagini e al progetto grafico) fra intenti divulgativi, emozione e piacere della lettura.

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