Sono ormai sì e no due anni che impazza in tutto il mondo la voglia di 500, ma la Fiat non si accontenta e lancia la nuova 500 C decappottabile, presentata al Salone dell’Auto di Ginevra a marzo di quest’anno e disponibile presso i concessionari da luglio. È attesissima da tutti i fans e si prepara ad attaccare la sua diretta concorrente, la Mini Cooper Cabrio.
Era il 2007 quando abbiamo iniziato a vedere sfrecciare sulle strade la Fiat 500, pubblicizzata in pompa magna in tutto il mondo come nuova icona dell’Italian Style.
Ciò che differenzia quest’auto dalle altre è la sua storia, un percorso lunghissimo e singolare che ha raggiunto il culmine in questi ultimi anni. Il ruolo e l’immagine della 500 si sono trasformati: da una comune auto utilitaria ad uno status symbol dei giorni nostri.
Ripercorriamone velocemente le tappe: la vecchia Nuova 500, superata la fase della Topolino ordinata da Mussolini per dotare di un mezzo comodo ed economico gli Italiani, sbarca con timidezza sul mercato alla fine degli anni Cinquanta, non riscuotendo tanto successo. La Fiat aggiusta il tiro, abbassa il prezzo ed aggiunge un po’ di optional e, nel 1965, lancia la Nuova 500 F, modello che raggiunge il maggior numero di pezzi mai costruiti.
Versioni più o meno speciali a parte, la piccola e vecchia 500, che oggi è ormai un’auto d’epoca, allora era un’automobile come le altre, se non più scomoda per le sue dimensioni ridotte. Inizialmente, era l’auto dell’operaio, del capo famiglia che migliora la sua condizione sociale negli anni del miracolo economico, ma ben presto divenne la seconda macchina, in mano alle mamme moderne di allora che avevano bisogno di un mezzo di trasporto maneggevole per sbrigare le commissioni in città ed andare a prendere i figli a scuola.
E, mentre trenta o quarant’anni fa, per chi ha abbastanza anni da poterlo ricordare, era raro vedere un giovane rampollo alla guida di una 500, l’auto riproposta e rivisitata dalla Fiat, nel 2007, si presta ad un target giovane, dinamico e frizzante; soddisfa tutte le esigenze, anche quelle delle donne più attente ai particolari fashion, con gli interni coordinati al cruscotto e il volante in pelle, ma soprattutto i nuovi colori della carrozzeria i cui nomi sono tutto un programma, dal “bianco gioioso” (perlato) all’”azzurro cuor leggero”, fino ad arrivare al “verde libero e bello“, per chi vuole osare con una linea un po’ più vintage.
Chi compra la 500, ad ogni modo, non acquista solo una macchina, ma si identifica in essa: basta digitare “500” su un qualsiasi motore di ricerca per aprire le porte ad una marea di siti che ne ripropongono la storia e ne narrano le gesta, dando spazio a community di appassionati e presentando tutte le news sul mercato. Fra i primi web sites che saltano all’occhio c’è 500 Wants You, per chi vuole tenersi sempre aggiornato sulle ultime tendenze del nuovo Cinquino, raccogliere gadget e confrontarsi con i compagni d’avventura che condividono la stessa passione per questa auto tutta italiana.
Ma che se ne dice della 500 all’estero? La piccola grande auto sembra non aver deluso le attese, è conosciuta in tutto il mondo e si veste e traveste in base alle esigenze, posando addirittura con Uma Thurman in stile “Kill Bill” o accompagnando la romantica Barbie in giro per il mondo.
Insomma, agli intenditori nostalgici dei vecchi tempi e della 500 che fu, non resta che andare ad ammirarla al Museo Multimediale della 500 Dante Giacosa, che prende il nome dall’ingegnere che, per primo, pensò e progettò l’antenata e pioniera Topolino.
Foto:
http://mondodimotori.wordpress.com/tag/autosalone/
http://500blog.blogspot.com/

Daniela









MissEcilA
24 Jun 2009 - 08:17 - #1Brava Dani!
Quindi a quando il grande acquisto della Verde Libera e Bella? :)
Caterina Loi
05 Jul 2009 - 22:13 - #2Ciao, Dani. Il pezzo è ottimo e precede di diversi giorni gli articoli di qualificatissimi giornalisti che hanno scritto sullo stesso argomento. Brava.